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Insulta cliente con “Negro di m…”

In 1 on aprile 11, 2010 at 7:52 am
Il titolare di una lavanderia aveva così “apostrofato” il cliente senegalese, dandogli pure del comunista. Il Tribunale di Treviso lo condanna per ingiurie a 250 euro di multa ma esclude l’aggravante dell’odio razziale

ODERZO. Aveva cacciato un cliente di colore dal suo negozio gridandogli, tra l’altro, «negro di m…» e «sei un comunista». Ieri mattina il commerciante Alessandro Agostinetto, 39 anni, residente in via Galilei a Oderzo, è stato condannato per ingiurie a 250 euro di multa e al risarcimento del danno a favore della vittima; dovrà inoltre pagare le spese legali. Caduta invece la contestazione di razzismo.

I fatti sono accaduti l’11 ottobre 2006 quando nella lavanderia di Agostinetto si presenta il senegalese N’diaye Talla.

Il cliente consegna i capi da lavare e, credendo di pagare dopo il ritiro, fa per andarsene. A questo punto – stando alla ricostruzione della Procura – il titolare aggredisce verbalmente il senegalese. L’esordio è «negro di m…» per proseguire con un «sei una testa di c…». Quindi «sei un comunista». Infine, per rendere ancora più chiaro il concetto: «Gente come voi mi state sul c…». Agostinetto avrebbe poi invitato il senegalese ad uscire dal negozio.

Un’aggressione pesantissima e umiliante che Talla decide di denunciare alle forze dell’ordine. Il commerciante finisce sotto inchiesta e va a processo davanti al giudice di pace che, però, rinvia gli atti al tribunale in quanto c’è un appesantimento del capo di imputazione con la contestazione dell’aggravante dell’odio razziale. Si tratta dell’articolo 3 della legge Mancino, lo stesso che è stato contestato nel 2000 al sindaco Giancarlo Gentilini quando, parlando degli immigrati, aveva suggerito di vestirli da coniglietti per far esercitare i cacciatori.

Il commerciante si difende con l’avvocato Giovanni Adami (il legale degli ultrà) sostenendo che: «Il cliente non voleva pagare per cui è stato inviato ad andarsene». Ieri in tribunale a Treviso si è tenuta l’ultima udienza davanti al pubblico ministero Giovanni Valmassoi e al giudice Marco Biagetti. Il senegalese si era costituito parte civile con l’avvocato Paolo Ferri e ha chiesto il risarcimento del danno. Il giudice, dopo aver ascoltato le contrapposte versioni delle parti ha ritenuto fondate le accuse della Procura, ma non l’aggravante del razzismo. Ha pertanto condannato il titolare della lavanderia al pagamento di una multa da 250 euro e al risarcimento dei danni che, però, dovranno essere definiti dal giudice civile. Il commerciante dovrà altresì pagare le spese legali. Il magistrato si è riservato 50 giorni per le motivazioni della sentenza.

Ora l’avvocato Paolo Ferri, assieme al suo cliente, decideranno di avviare la causa civile per l’esatta quantificazione del danno.

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(10 aprile 2010)

 

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