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Clima: l’Italia s’è “riscaldata” più degli altri Paesi. Un grado in più in 50 anni

In 1 on aprile 17, 2010 at 7:59 pm
“Le conseguenze di questa variazione, se pur apparentemente non significativa, ricalcano in Italia un trend globale”, spiega L’Ispra 

In Italia, dal 1961 al 2008, la temperatura media è cresciuta di un grado centigrado, più che nel resto del mondo. Lo rilevano le stime più recenti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che ha presentato il suo secondo Annuario sullo stato dell’Ambiente.

“Le conseguenze di questa variazione, se pur apparentemente non significativa, ricalcano in Italia un trend globale”, spiega L’Ispra. Sempre più accentuati, infatti, il fenomeno dell’erosione costiera, la desertificazione, la fusione dei ghiacciai, la riduzione della quantità e qualità delle risorse idriche, i rischi per la salute umana, il dissesto idrogeologico. L’innalzamento del mare, se pur modesto, e l’acuirsi di fenomeni come le mareggiate, aggrediscono gli ambienti marino costieri. In particolare, alcune aree di piana costiera depresse (circa 1.400 km di sviluppo lineare) potrebbero essere inondate mentre le coste basse e sabbiose (circa 4.000 km) potrebbero essere soggette a forte erosione, con infiltrazioni di acqua salata nelle falde di acqua dolce.

Domenico Gaudioso, responsabile del servizio Atmosfera e clima dell’Ispra, spiega che in Italia dal 1961 al 2008 “abbiamo avuto un aumento netto di un grado, in due fasi differenti: fino al 1981 c’è stato un leggero raffreddamento, dal 1981 in poi un riscaldamento progressivo”. Secondo Gaudioso ”il trend è in linea con quello del riscaldamento globale del Pianeta”, anche se ”la temperatura in Italia aumenta più che nel resto del mondo”. Il rapporto ricorda come a causa della ‘’sensibilità all’aumento delle temperature” e per ”la ridotta capacità di adattamento”, nel nostro Paese ”l’ambiente alpino risulta tra quelli maggiormente vulnerabili”. A proposito dell’anno 2009, ritenuto piuttosto freddo, Gaudioso dice che si è trattato di ”un anno caldo e che anzi le stime lo classificano tra il quinto e il sesto anno piu’ caldo a livello mondiale. Pur rimanendo vera l’abbondanza dei fenomeni piovosi e nevosi, in linea con i cambiamenti climatici e l’aumento degli eventi meteorologici estremi”.

Dall’Ispra arriva anche una notizia positiva: l‘espansione del patrimonio forestale nazionale, stimato in circa 5.500 ettari all’anno. In crescita anche le Zps, le Zone di protezione speciale (oggi 597, pari al 14,5% del territorio nazionale) e i Siti di importanza comunitaria (Sic), pari a 2.228 e corrispondenti al 15% della superficie italiana. Oltre agli ambienti naturali e seminaturali propriamente detti, in Italia si registra un trend positivo anche per quanto riguarda il verde urbano, con riferimento ai comuni capoluoghi di provincia. La densità media di verde urbano, infatti, è passata dal 7,8% del 2000 all’8,3% del 2008 mentre la disponibilità pro capite media è cresciuta, da 88,40 metri quadri per abitante a 93,60.

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