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NUCLEARE: LA TERZA GENERAZIONE NON MANTIENE LE PROMESSE Di David Sansonetti

In Senza categoria on maggio 10, 2010 at 7:03 am
Quanto è affidabile il nucleare di terza generazione?  Molto poco. Provate a chiederlo ai finlandesi,  che stanno sperimentando sulla loro pelle  tutte le problematiche relative alla costruzione  di un reattore EPR (European Pressurized Reactor), ovvero il  “reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata”.

Quando la ditta francese Areva (la stessa che li costruirà in Italia, se non li fermiamo) stipulò il contratto con la Finlandia per il primo reattore EPR, il costo stimato si aggirava intorno ai 3 miliardi di euro e doveva essere inaugurato entro il 2009.

Peccato che nell’agosto dello scorso anno Areva deve rivedere i suoi calcoli, presentando al governo finlandese  un conto totale di 5,3 miliardi di Euro, senza  contare il gravissimo ritardo  di costruzione del reattore, che non sarà pronto almeno fino al 2012.

E non è tutto. La società POSIVA, specializzata nella gestione delle scorie fin dal 1995, ha riscontrato gravi irregolarità nella produzione di rifiuti tossici. Pare che il reattore EPR  abbia un’elevata produzione di iodio-129, addirittura  superiore ai vecchi reattori di prima e seconda generazione.

Lo iodio-129  è un isotopo che rende radioattive le scorie nucleari ed ha una vita radioattiva di 16 milioni di anni, che non è poco tenendo conto che vogliono spacciarci l’EPR per un reattore nucleare pulito; quello stesso isotopo rimane pericoloso per  160 milioni di anni.

A questo punto qualunque persona dotata di buonsenso si renderebbe conto che il progetto di tornare al nucleare altro non è che una “maxitruffa” architettata dal governo insieme ad ENEL e AREVA.

Ma se non bastasse il caso finlandese a convincerci che non è proprio il caso di imbarcarci in questa anacronistica avventura, basta pensare all’uranio: elemento indispensabile per la fissione, non disponibile in Italia e destinato inevitabilmente ad esaurirsi con il tempo (al ritmo attuale di consumo  gli esperti stimano che finirà tra il 2030 e il 2100).

Forse è giunto il momento di ragionare seriamente sul futuro energetico del nostro paese, prendendo in considerazione le uniche fonti energetiche utilizzabili: quelle rinnovabili
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