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Tavola della pace: contro la crisi cominciamo a tagliare le spese militari

In Senza categoria on luglio 6, 2010 at 9:03 am

La Rotonda sede del seminario della Tavola – Foto: ©R. Brancolini

Duecento persone tra rappresentanti di enti locali, associazioni, persone si sono incontrate a Senigallia lo scorso per il 28° Seminario nazionale della Tavola della pace e per preparare insieme la prossima Marcia per la pace Perugia-Assisi, che arriverà al suo cinquantesimo anniversario il 25 settembre del 2011. “Agire è quello che serve” a partire dalle proprie città con laboratori, incontri, coinvolgimento delle scuole, sensibilizzazione dei media

“In questi cinquant’anni, da quando Aldo Capitini ideò la prima marcia il 24 settembre del 1961, il modo di parlare e di pensare alla pace è cambiato, ed ora è il caso di ribadire “Abbiamo bisogno di un’altra cultura”, abbiamo bisogno di interrogarci sul significato profondo delle parole chiave che hanno tracciato il percorso dell’ultima Perugia-Assisi del 16 maggio: violenza, mafie, censura, razzismo, guerra, egoismo, paura” – sottolineano i promotori dell’iniziativa

La giornata aveva come titolo “Contro la crisi più grande”. “La crisi più grande non è solo quella economica, ma è una crisi culturale, di valori” – è stato ribadito. Il 2 e 3 luglio, la rotonda a Mare si è vestita dei colori dell’arcobaleno e il grande striscione “Crisi? Tagliamo le spese militari!” – ha sintetizzato un concetto più volte espresso da Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace che già nei giorni scorsi aveva rivolto un pressante appello per ridurre le spese militare italiana

“E’ tempo di cambiare il modo di spendere i nostri soldi. E di costruire un nuovo sistema di sicurezza che metta al centro la sicurezza umana, la sicurezza delle persone e non più la mera difesa di confini e di interessi nazionali sempre più incerti. Per combattere, con le armi giuste, i veri nemici del nostro tempo: la povertà, il cambio climatico, le disuguaglianze e le ingiustizie”.

“Le domande sono molte – continua Lotti. Mancano i fondi per la polizia e la magistratura impegnata nella lotta alle mafie, per lottare contro la povertà, la disoccupazione e l’esclusione sociale, per restituire dignità a tutti quelli che l’hanno persa, per gli enti locali e i loro servizi alla persona, per gli asili, per la scuola, per l’Università, per la cultura, per la ricerca, per fare spazio ai giovani, per garantire il diritto alla salute, per ricostruire l’Aquila e per mettere in sicurezza tante parti del nostro bel paese colpite dalla speculazione e dall’incuria. Possiamo continuare a spendere 23-25 miliardi all’anno senza chiederci come e perché?”.

“E’ scandaloso – aveva sottolineato in precedenza Lotti – che mentre s’impongono questi tagli cultura e alla ricerca, alla scuola e all’università, alle persone con disabilità, agli enti locali e alle regioni si continui a spendere decine di miliardi di euro per costruire nuove terribili armi, come i cacciabombardieri F35, che non potremo e non dovremo mai usare”.

Contemporaneamente al seminario nazionale, la festa di Caterpillar “L’amore vince sempre” ha visto grande partecipazione, nonostante il caldo afoso, soprattutto durante l’asta del Caterraduno organizzata con Libera per raccogliere fondi per una nuova cooperativa “Sole terre confiscate alle

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