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Cittadini dell’Aquila in corteo a Roma: tensione, tafferugli, feriti. “Calpestato” il sindaco Cialente.

In Senza categoria on luglio 7, 2010 at 12:45 pm
Massimo Cialente 

Tensione e qualche tafferuglio a piazza Venezia a Roma dove, in mattinata, è partita la manifestazione di protesta dei cittadini dell’Aquila.  Il clima si è surriscaldato quando le forze dell’ordine, hanno negato il permesso al il corteo di arrivare davanti al Parlamento passando per Corso Vittorio Emanuele. Ci sono stati tafferugli tra una cinquantina di manifestanti e le forze dell’ordine che attuano il blocco. La situazione, in seguito si è sbloccata, ma il clima rimane teso.

13.35 Cialente: “Manganellato no, Calpestato sì”.  ”Non ci e’ bastato il terremoto abbiamo preso anche le botte”. Cosi’ il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente commenta gli scontri di oggi alla manifestazione dei terremotati a Roma. ”Sono stato calpestato nei tafferugli a piazza Venezia mentre cercavo di calmare gli animi”, ha rassicurato Cialente, dopo che si era sparsa la voce che fosse stato colpito da una manganellata. Il sindaco dell’Aquila accusa dolore a una caviglia e dice:”non mi aspettavo il blocco da parte delle Forse dell’ordine, abbiamo fatto sempre manifestazioni pacifiche”, ma spiega di non essere a conoscenza del percorso autorizzato per la manifestazione.

13.31 Bersani: “Tassa di scopo per l’Abruzzo nella manovra“. ”Siamo pronti a sostenere un intervento di solidarieta’ fiscale. Si puo’ fare una tassa di scopo e questa manovra puo’ essere l’occasione per dare spazio a queste decisioni”. Lo ha detto ai manifestanti aquilani che hanno raggiunto Piazza Colonna a Roma, il leader del Pd, Pierluigi Bersani. ”Sono qui per far sapere al popolo dell’Aquila che per il Pd la citta’ abruzzese e’ il problema numero uno”, ha concluso tra gli applausi Bersani. Al suo arrivo, il leader del Pd era stato contestato da una parte dei manifestanti.

13.25 Pezzopane smentisce manganellata a Cialente. “Solo spintoni, nessuna manganellata”. Con queste parole l’ex governatore della Regione Abruzzo Stefania Pezzopane ha smentito la presunta aggressione al sindaco dell’Aquila Cialente.

13.17 Gli striscioni dei manifestanti, arrivato anche Marco Pannella. ”Diritti, non favori. Siamo cittadini non sudditi”. Cosi’ si legge su alcuni striscioni che vengono sorretti dai terremotati aquilani che da questa mattina manifestano nel centro di Roma. ”Non siamo stati fregati solo noi – gridano i manifestanti – ma tutti i cittadini italiani”. Alla manifestazione e’ giunto anche il leader radicale, Marco Pannella.

13.13 Bersani arriva al corteo. Contestato. ”Vergogna, buffoni, ci avete lasciati soli”, cosi i manifestanti dell’Aquila hanno accolto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, arrivato a piazza Colonna. I manifestanti hanno urlato che ”l’opposizione ci ha abbandonato”.

13.07 Vincenzo Banetti, uno dei feriti: “Non siamo criminali, siamo solo terremotati”. Vincenzo Banetti, uno dei giovani feriti in piazza Venezia durante gli scontri con la polizia spiega: “Non siamo criminali, siamo soltanto quattro terremotati che voglio essere trattati come italiani”. Banetti ha un cerotto sulla testa e una borsa per il ghiaccio. Il giovane racconta di essere stato colpito da una manganellata, e di essere venuto a manifestare perchè dal giorno del terremoto vive in una baracca.

12.59 Parla il sindaco Cialente: “Case temporanee, ricostruzione ferma, soldi finiti, e subito tasse da pagare”. ”Dal primo luglio abbiamo ripreso a pagare le tasse. Ma lo spettro piu’ grande e’ un altro: dal primo gennaio ripagheremo 14 mensilita’ di tasse con il recupero di quelle non pagate, il che vuol dire che per ogni 1000 euro ci sono 200 euro di tasse aggiuntive. Le casse sono vuote, e dico della cassa per pagare l’emergenza come vice commissario. Per i 32 mila sfollati che ancora alloggiano negli alberghi, c’e’ una spesa fra i 15 e i 20 milioni al mese, che naturalmente non posso pagare. Questi sono i problemi che ho rappresentato al presidente del Senato Renato Schifani. Senza trascurare che la manovra finanziaria all’esame della Commsisione Bilancio ha trascurato del tutto l’emergenza Abruzzo”: e’ lo sfogo del sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, al termine dell’incontro avuto con il presidente del Senato. Attraversando il transatlantico di Palazzo Madama, Cialente parla e precisa. Non nega il riconoscimento per quello che e’ stato fatto, dal Governo e dalla Regione, nella gestione dell’emergenza . ”Li’ – racconta il sindaco – e’ stata costruita una citta’ temporanea: case temporanee, chiese temporanee, uffici e negozi temporanei. Dal primo luglio abbiamo ripreso a pagare le tasse. A Schifani ho rappresentato soprattutto un problema: non ci sono soldi nelle casse, non c’e’ liquidita’. Dobbiamo pagare 350 milioni per l’emergenza ed e’ tutta da avviare la ricostruzione”. Cialente e’ stato avvicinato poi da alcuni senatori che gli hanno chiesto notizie sulla manifestazione di aquilani, che da Piazza Venezia hanno cercato di attraversare via del Corso. Sul percorso hanno trovato pero’ le forze dell’ordine. ”Si’ c’e’ stato qualche scontro”, ha risposto Cialente. ”Feriti? Si’, pare uno, forse due ragazzi sono rimasti feriti”.

12.52 Schifani riceve delegazione manifestanti. Renato Schifani, ha ricevuto al Senato una delegazioni di politici che si è staccata dal corteo dei terremotati ora a piazza Colonna. All’incontro hanno partecipato il sindaco Massimo Cialente, l’ex presidente della provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, alcuni senatori abruzzesi e alcuni consiglieri provinciali.

12.49 Manifestanti a Piazza Colonna, slogan contro Governo e Chiodi. Il corteo dei terremotati aquilani è arrivata a Piazza Colonna e attende di poter arrivare a Montecitorio.  I manifestanti intonano cori contro il governo e il presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi.

12.39 Corteo spezzato in tre tronconi. La manifestazione degli aquilani è divisa in tre tronconi. Un gruppo è fermo in vai del Corso, un altro ha già raggiunto piazza Montecitorio dalle vie laterali, mentre un terzo è tornato a piazza Venezia.

12.33 Di Pietro annuncia: si va a Montecitorio. Il leader dell’Idv, dopo un incontro col questore, ha raggiunto un accordo che consente ai manifestanti di arrivare a Montecitorio.

12.24 Polizia: corteo non autorizzato. Secondo le forze dell’ordine il corteo non era autorizzato a transitare lungo via del Corso. I manifestanti sostengono il contrario.

12.18 Di Pietro invita alla calma i manifestanti. Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro è arrivato al corteo e invita i manifestanti a mantenere la calma. Di Pietro ha spiegato che Montecitorio al momento è occupata da un corteo di disabili e che è impossibile da raggiungere.

12.12 Sale a tre il numero dei feriti. Un terzo manifestante è stato ferito alla testa dalle forze dell’ordine. Indossa una maglietta gialla coperta di sangue.

1206: Poliziotti aquilani tra i manifestanti. C’è anche una delegazione della polizia aquilana tra i manifestanti. Le forze dell’ordine esibiscono una sagoma che ritrae  l’immagine di un poliziotto colpito da un pugnale con la scritta “L’Aquila ferita”. I loro colleghi, però, usano i manganelli.

12.04: Manganellato anche il sindaco Cialente Anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è stato colpito da una manganellata. Con lui è stato colpito anche il deputato Pd Giovanni Lolli

11:53 Ragazzo ferito alla testa. C’è anche un secondo ferito. Un ragazzo è stato colpito alla testa. La maglietta rossa del giovane è coperta dal sangue.Il ragazzo racconta di aver ricevuto due manganellate e presenta lesioni sanguinanti. ”Guardate il sangue di un aquilano – ha detto dopo essersi rifugiato nella sede di una banca in via del Corso – La mia unica colpa e’ essere un terremotato”.

11:48 Blocco forzato, manifestanti a piazza Colonna. Alcuni partecipanti alla manifestazione dei terremotati aquilani, in corso a Roma, hanno sfondato il secondo blocco che le forze dell’ordine avevano posto circa a meta’ di via del Corso e hanno raggiunto correndo piazza Colonna. La polizia e’ in assetto antisommossa.

11:21 Tafferugli, un ferito. Il corteo degli aquilani diretto a Montecitorio e’ stato bloccato dai mezzi blindati della polizia, messi di traverso all’imbocco di via del Corso. Ci sono stati tafferugli tra una cinquantina di manifestanti e le forze dell’ordine che attuano il blocco. Una ragazza lamenta di essere stata colpita accidentalmente al volto. Al momento i cinquemila aquilani sono concentrati in piazza Venezia, esibiscono i gonfaloni dei comuni presenti e fanno sentire la propria voce scampanellando e fischiando.

Dal capoluogo abruzzese, nella mattinata di mercoledì 7 luglio, nella capitale sono arrivati 50 pullman. A guidare il corteo, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Nelle intenzioni degli organizzatori c’era quella di protestare sotto Montecitorio. La polizia, invece, ha prima bloccato via del Plebiscito temendo che i manifestanti protestassero sotto la casa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E poi ha spiegato ai manifestanti che verso la Camera potrà marciare solo una delegazione di 150 persone.

Immediata la reazione dei manifestanti che hanno urlato “vergogna, vergogna”.  Cialente ha tentato di riportare l’ordine chiedendo ai cittadini di non forzare il blocco. Il sindaco si è tolto la fascia tricolore e ha alzato le mani in segno di pace.

I manifestanti chiedono la sospensione delle tasse, occupazione e sostegno all’economia. Sono circa 5 mila le persone arrivate dal ‘cratere’, oltre al comune dell’Aquila paesi limitrofi come San Demetrio, Fossa, Torre dei Passeri, in provincia di Pescara, e Sulmona, che pur non essendo stata inserita nell’area dell’epicentro del sisma del 6 aprile 2009 ha subito danni. I manifestanti, arrivati con 40 autobus e in auto, sfilano lungo via del Corso diretti a Montecitorio e nel pomeriggio si concentreranno in piazza Navona.

Alla manifestazione, organizzata dal Popolo delle carriole del presidio di piazza del Duomo, hanno aderito tra gli altri i comitati ‘3 e 32′, ‘Rete Aq’, ‘Eva’ (Eco villaggio autocostruito), ‘Cittadini per i cittadini’ e gli universitari che abitavano la Casa dello studente. I manifestanti vestono magliette con su scritto ”forti e gentili”, come diceva D’Annunzio, ”ma non fessi”, e portano bandiere nere e verdi, i colori della citta’.

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