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Onu: Giornata dell’aiuto umanitario, ricordando i 102 operatori uccisi nel 2009

In Senza categoria on agosto 20, 2010 at 1:08 pm

Convoglio dell’Unhcr porta aiuti a Charsada (Pakistan) – Foto: ©UNHCR/Z. Jamal

“Rinnoviamo il nostro impegno verso i programmi di soccorso che hanno lo scopo di salvare vite e onoriamo la memoria di coloro che sono morti servendo questa nobile causa”. Lo ha affermato il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel suo messaggio in occasione della ‘Giornata mondiale dell’aiuto umanitario’ (World Humanitarian Day) che si è celebrata ieri.

La Giornata internazionale si celebra dal 2009 ogni anno il 19 agosto, a seguito della risoluzione dell’Assemblea Generale dell’Onu (A/RES/63/139) che nel dicembre 2008 ha chiesto porre enfasi sulle sfide e necessità umanitarie più impellenti e di commemorare gli operatori umanitari che hanno perso la vita nell’esercizio del loro compito: la data è stata stabilita per ricordare le vittime della strage avvenuta il 19 agosto del 2003 a Baghdad, dove un attacco terroristico provocò la morte di 22 persone tra cui l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Sergio Vieira de Mello.

Il Segretario Generale ha sottolineato nel suo messaggio che in diverse zone di crisi “persone che hanno vissuto eventi terribili sono spesso abbandonate a se stesse, senza più un riparo, né famiglia, cibo, lavoro. Neanche un passaporto o una carta d’identità. Nulla”. “Gli operatori umanitari – ha specificato Ban – aiutano queste persone a rimettersi in piedi per riprendere le proprie vite. I soccorritori sono i nostri inviati, a mostrare la nostra solidarietà ai sofferenti. Rappresentano quanto c’è di meglio nella natura umana”.

“Ma il loro lavoro è rischioso – ha evidenziato il Segretario generale. Spesso si avventurano in alcuni dei luoghi più pericolosi del pianeta. E ancora più spesso pagano un alto prezzo. Persecuzioni e intimidazioni. Rapimenti e perfino omicidi”. Come riporta un comunicato delle Nazioni Unite nel 2009 sono stati 102 gli operatori umanitari uccisi: erano stati 30 nel 2008. Un bilancio che – includendo i rapiti e i gravemente feriti – sale a 278 persone, quattro volte superiore a quello del 1999.

Per molti anni gli operatori umanitari hanno fatto affidamento sul riconoscimento della loro condizione di neutralità ed indipendenza come presupposto per poter operare ovunque nel mondo e aiutare chi si trova in una situazione di bisogno. “Sempre più spesso tuttavia – evidenzia una nota dell’UNHCR – si sta diffondendo la percezione erronea che l’aiuto umanitario provenga esclusivamente da organizzazioni occidentali o che sia in qualche modo influenzato da specifiche visioni ideologiche o religiose del mondo. Sebbene tale visione sia errata, si sta purtroppo diffondendo in molte regioni. Il risultato più evidente di tale percezione è il crescente numero di attacchi mirati nei confronti degli operatori umanitari che ogni anno vengono uccisi e feriti. Questa situazione nuoce ai più poveri e alle persone più vulnerabili” – conclude l’UNHCR.

Ban Ki-moon nel suo messaggio ricorda come “il terremoto dello scorso gennaio a Haiti è stato una catastrofe umanitaria per il Paese, che ha avuto anche un impatto disastroso sui soccorritori. Quel giorno le Nazioni Unite hanno perso alcuni dei loro operatori più devoti”.

Sono diverse le agenzie dell’Onu impegnate nell’aiuto umanitario: tra le principali vanno annoverate oltre alle specifiche agenzie (UN Humanitarian Affairs e Office for the Coordination of Humanitarian Affairs-OCHA), il Programma Alimentare (World Food Programme-WFP), l’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR), l’agenzia per l’infanzia (UNICEF), l’Organizzazione mondiale per la Sanità (WHO).

Tutte queste agenzie sono particolarmente impegnate in questi giorni per portare soccorsi alle popolazioni colpite dalle alluvioni in Pakistan e nei paesi limitrofi. Al riguardo, una nota dell’OCHA, l’Ufficio dell’Onu per gli affari umanitari, diffusa nei giorni scorsi richiamava l’attenzione della comunità internazionale sulla inadeguatezza dei fondi: a fronte di 460 milioni di dollari richiesti per sopperire alle necessità di sei milioni di persone colpite dalle inondazioni ne sono stati promessi e raccolti solo poco più di un quarto, sottolineava l’OCHA.

Un appello rinnovato ieri davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite dallo stesso Ban Ki-moon che, dopo aver visitato la scorsa settimana il Pakistan, ha definito l’effetto delle alluvioni che hanno colpito il paese uno “slow-motion tsunami” che toccherà una popolazione tra i 15 e i 20 milioni di persone. [

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