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Milano: “Sporco negro” e giù le botte. Ragazzino cubano picchiato da coetanei italiani

In Senza categoria on settembre 4, 2010 at 3:01 pm

carabinieriEra un anno e mezzo che quei ragazzini poco più grandi di lui (giusto un anno) lo avevano preso di mira per il colore della sua pelle. Un anno e mezzo di offese verbali. Ieri, per la prima volta, sono passati dalle parole ai fatti e per un dodicenne cubano, la serata e’ finita con tanto spavento e il naso fratturato. Teatro dell’aggressione un parco di Zelo Surrigone, paese alle porte di Abbiategrasso (Milano), dove il giovane, che giocava con il suo skateboard insieme a due amici, coetanei, e’ stato avvicinato da altri tre ragazzini, di tredici anni, insultato e poi preso a spinte e qualche pugno. Tornato a casa ha raccontato l’accaduto alla madre che lo ha portato all’ospedale di Abbiategrasso e ha sporto denuncia presso i Carabinieri.

Al giovane, che oggi è stato visitato nel reparto di otorinolaringoiatria del nosocomio di Magenta, è stata riscontrata una contusione al naso, con probabile frattura, e una lesione agli occhi. ”Ieri sera mio figlio era al parco con due amici della stessa età quando sono arrivati i tre ragazzini – ha spiegatola madre del giovane cubano – Hanno salutato gli amici italiani e gli hanno chiesto il suo skate-board. Mio figlio glielo ha dato per andare a giocare con una altalena ma quando ha visto che stavano per rompere lo skate-board e’ andato a riprenderlo e li’ e’ iniziato tutto”.

A quel punto, osserva infatti la donna, cubana, madre del ragazzino e di un altro figlio, in Italia da 15 anni e divorziata dal marito italiano, ”lo hanno insultato dicendogli ‘sporco negro’ e ‘negro di m…’, poi due lo hanno tenuto fermo e uno ha cominciato a colpirlo con dei pugni: gli hanno rotto il naso e gonfiato tutta la faccia. E’ successo tante volte che lo offendessero verbalmente – ha proseguito la madre – è una cosa che va avanti da circa un anno e mezzo ma e’ la prima volta che gli mettono le mani addosso. I due amici italiani che erano con lui – ha chiosato – sono piccolini e tranquilli, si sono spaventati e gli hanno detto di smettere”.

I tre aggressori – non ancora identificati con certezza nonostante siano stati forniti dati abbastanza precisi sul loro conto – non frequentano la stessa classe del ragazzino cubano, ma studiano nella stessa scuola media, l’istituto comprensivo ‘Gianni Rodari’ di Vermezzo, paesino contiguo a Zelo Surrigone. All’istituto composto da sei plessi distribuiti tra Vermezzo, Zelo Surrigone e Gudo Visconti, fanno capo tre scuole dell’infanzia, due scuole primarie e una scuola secondaria di primo grado. Gli alunni iscritti e frequentanti sono circa 800 mentre i docenti sono un’ottantina. Il ragazzino vittima dell’aggressione, insieme alla madre e al fratello, era stato ospite di una famiglia milanese, nel 2008, in occasione dell’iniziativa natalizia ‘Aggiungi un posto a tavola’, promossa dall’Osservatorio di Milano per facilitare il dialogo e l’integrazione tra persone di diversa provenienza

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