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Rinnovabili. Si può fare di più

In Senza categoria on novembre 3, 2010 at 9:01 am

Foto: Immoblog

Balzo in avanti delle energie rinnovabili in Italia. A certificare la crescita sono le statistiche diffuse dal Gestore dei servizi energetici. Lo scorso anno la potenza “verde” installata ha superato quota 26.500 MW (+11% sul 2008), ma ancora maggiore è stato l’aumento della produzione che ha toccato 69.300 GWh (+19% sul 2008). Il grosso di questo salto è stato merito della accresciuta produzione idroelettrica (49 100 GWh complessivi) che al Settentrione ha beneficiato di una stagione prodiga di precipitazioni.

L’incremento nei confronti del 2008 è stato del 18%, ma passetto dopo passetto anche le rinnovabili di nuova generazione come biomasse ed eolico iniziano a far sentire la loro spinta. A quest’ultimo si deve il contributo maggiore alla crescita (+11%) della potenza installata. Solo nell’ultimo anno, rivela il Gse, attraverso nuove pale a vento, sono stati aggiunti infatti circa 1.360 MW. Esponenziale, ma molto più modesta in termini assoluti, la corsa del fotovoltaico che nel giro di un anno ha raddoppiato il numero di impianti (da 31 mila a 71 mila), contribuendo però per “appena” 1,14 MW alla potenza installata. L’incremento nella produzione di elettricità verde abbinata a un calo del 6% nei consumi complessivi (dovuto in buona parte alla crisi, ma anche all’entrata a regime di molti interventi a sostegno dell’efficienza) ha spinto la quota di energia rinnovabile nazionale al 19% della quantità lorda utilizzata.

La Lombardia è la regione italiana che ha prodotto più energia da fonti rinnovabili nel 2009, la Toscana guida le regioni del Centro mentre Puglia e Calabria sono in gara al Sud. E’ quanto emerge dal Rapporto Statistico del Gestore dei Servizi Energetici nel quale si rileva come ”la distribuzione regionale della produzione rinnovabile totale presenta una demarcazione piuttosto netta tra le Regioni dell’Italia settentrionale ed il resto delle Regioni peninsulari ed insulari”.

Il 63% della produzione rinnovabile italiana dell’anno scorso (pari complessivamente a 69,3 GigaWatt/ora) proviene infatti dal Nord mentre si segnalano le alte quote della Lombardia (17,4%) e del Trentino (14,6), a cui fanno seguito Piemonte e Toscana. L’Italia centrale, tranne l’eccezione della Toscana con 9,3%, presenta un quadro abbastanza omogeneo: i valori sono analoghi ed al disotto del 3%.Tra le Regioni meridionali e’ la Calabria a spiccare sulle altre con il 4,5%. La Puglia è al 3,5%, Sicilia e Sardegna mostrano valori affini, rispettivamente del 2,4% e del 2,2%. In termini di potenza, rileva il Rapporto, la Lombardia continua a detenere il primato tra tutte le Regioni con il 20,9% del dato nazionale; a seguire il Trentino Alto Adige con il 12,1% ed il Piemonte con il 9,9% di potenza istallata. La Toscana rimane la Regione con maggior potenza istallata nel Centro Italia, mentre nel Sud Italia e sulle Isole il dato e’ abbastanza uniforme (intorno al 5% per ogni Regione). Uniche eccezioni sono la Basilicata ed il Molise con 1,6 e 1,4% di potenza.

Secondo il rapporto Enea “LE FONTI RINNOVABILI 2010. Ricerca e Innovazione per un futuro low-carbon”, presentato da Legambiente si può fare di più. La ricerca, infatti, non esulta rispetto al +19% messo in rilievo dal Gse e mette in discussione la sostenibilità dell’attuale sistema economico-produttivo mondiale. Nel rapporto si parla di crisi economica, incertezze legate ai costi, approvvigionamento dell’energia, crescente livello delle emissioni e rischio di cambiamenti climatici.

Per affrontare tali problematiche, occorreranno in primo luogo la diffusione di tecnologie e di comportamenti per un uso razionale dell’energia, in particolare negli usi finali dell’energia ma, in una prospettiva di lungo termine, occorrerà accelerare l’impegno nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie, che consentano il ricorso pulito alle fonti fossili ed il pieno utilizzo delle fonti rinnovabili. Non da numeri il rapporto ma è chiaro che si deve puntare ad una crescita almeno del 50%+1 delle rinnovabili per far fronte al carbone.

Viene inoltre descritta la straordinaria diffusione delle tecnologie per le fonti rinnovabili a cui si è assistito nell’ultimo decennio a livello internazionale e che ha timidamente coinvolto, soprattutto negli ultimi due anni, anche l’Italia pur rimanendo ancora settori – soprattutto nelle rinnovabili termiche (solare e biomassa) – ampiamente sottoutilizzati.

Importante è notare come a questa diffusione non abbia corrisposto però una adeguata crescita della capacità produttiva nazionale e si sia determinato un aumento preoccupante della “dipendenza tecnologica” del nostro paese proprio in quei settori di cui viene da più parti auspicato uno sviluppo in funzione anti-crisi. Il “Terzo Rapporto sulle fonti rinnovabili” fornisce una visione d’insieme sullo stato dell’arte e sulle dinamiche in atto a livello nazionale e internazionale sul piano delle politiche energetiche e ambientali e, sul piano delle tecnologie, a sostegno di quei processi di qualificazione e di innovazione tecnologica necessari alle imprese per conseguire uno sviluppo competitivo e sostenibile. [F.P.]

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