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Nelle aule più inquinamento che in strada

In Senza categoria on novembre 5, 2010 at 8:12 pm
L’aria che dentro gli edifici è molto peggio di quella che respiriamo in strada. Alte concentrazioni di polveri sottili per l’interazione tra inquinamento esterno ed indoor. Nelle scuole italiane c’è più formaldeide che in quelle europee
La qualità dell’aria nelle nostre scuole non dipende solo dalle sostanze che dalle strade trafficate entrano nelle aule, ma anche da quelle rilasciate dai mobili, dalle vernici e dai prodotti per la pulizia. Inoltre, umidità,  cattiva ventilazione e caldo fanno aumentare anche altri allergeni come acari, muffe e pollini, oltre a provocare l’aumento della concentrazione di alcuni inquinanti chimici volatili.  
Sono stati diffusi i dati nazionali dello studio SEARCH (School  Environment And Respiratory Health of Children) promosso e finanziato dal Ministero 
dell’Ambiente, in collaborazione con il REC (Regional Environmental Center for Central ad Eastern Europe), per valutare l ́esposizione ai principali inquinanti all ́interno degli edifici scolastici.
In Italia,  degli oltre  1000 bambini intervistati (13 scuole e 6 diverse Regioni), quasi il 30% soffre di rinite allergica e il 20 % tossisce frequentemente, spesso anche la notte ( 14%). 
 
E’ quanto emerso dal convegno romano “Qualità dell’aria nelle scuole: un dovere di tutti, un diritto dei bambini INSIEME SI PUÒ – Esperienze dal Progetto SEARCH – “ organizzato dal Ministero dell’Ambiente, FEDERASMA Onlus – la Federazione delle Associazioni Italiane di sostegno ai malati asmatici e allergici e l’ISPRA. Le analisi e i sopralluoghi nelle scuole, effettuati dagli organizzatori, in sinergia con alcune Agenzie ambientali (Lombardia, Lazio, Piemonte, Sardegna, Sicilia ed Emilia Romagna) hanno dimostrato le interazioni esistenti tra inquinamento esterno e indoor: traffico, fermate di autobus e altre fonti fanno salire i valori delle polveri sottili ( PM10) che, entrando nelle aule, raggiungono concentrazioni anche superiori agli 80 μg/m3  (per l’outdoor, la soglia è di 40 μg/m3). Un ulteriore contributo interno alle polveri arriva anche dall’uso del gesso per la lavagna che continua ad essere usato in tutte le scuole.  
 
All’interno degli edifici scolastici, inoltre, le concentrazioni di formaldeide (inquinante chimico che si libera nell’aria da mobili, colle adesive, vernici, detergenti per la casa e spray mangia polvere) sono risultate più elevate rispetto alla media delle altre scuole europee, anche se rimangono lontane dai livelli di pericolosità indicati dall’OMS.  
Polveri, allergeni e sostanze chimiche in aria possono scatenare crisi allergiche e asmatiche nei bambini sensibili ed aumentare i giorni di assenza a scuola. 
Non è quindi solo la qualità dell’aria per le strade un problema da capire e gestire, ma anche quella dentro le nostre case e le nostre scuole, luoghi dove i bambini trascorrono la maggior parte del loro tempo.  
 
Il lavoro condotto dagli esperti italiani non si è fermato solo al monitoraggio degli inquinanti, ma è andato oltre, fornendo suggerimenti utili ad una prevenzione efficace. Tra i consigli, praticabili immediatamente e con risorse minime, tutti gli accorgimenti per evitare l’aria viziata,  l’accumulo di polveri e  di sostanze chimiche; tra i tanti, l’uso di  piante “mangia veleni” (in grado di assorbire gli inquinanti) come la Felce di Boston, capace di rimuovere  la formaldeide dall’ambiente al tasso di 20 microgrammi/ora o l’Areca che riduce, al tasso di 19 microgrammi/ora, xilene e toluene presenti all’interno. Se poi si volesse ritinteggiare classi o palestre, l’aria nelle scuole può essere migliorata anche utilizzando vernici foto-catalitiche o ecoattive, che trasformano le sostanze inquinanti in residui innocui (sali minerali, calcio, etc), fungendo da agenti anti-inquinanti e antibatterici. 
 
Lo studio SEARCH, a livello europeo, ha visto la misurazione con protocolli comuni standardizzati degli inquinanti indoor in 243 scuole di 6 Paesi diversi ed ha analizzato la  funzionalità  respiratoria (spirometrie) di oltre 5.000 bambini tra gli 11 e i 12 anni. 
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