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Atenei in rivolta: «Respingiamo il ddl Gelmini» Ricercatori sui tetti. Assedio a Montecitorio

In Senza categoria on novembre 24, 2010 at 6:12 pm

OCCUPAZIONI
Alcuni studenti dell’Udu (Unione degli Universitari), ricercatori della «Rete 29 aprile» e del gruppo «Ricercatori precari» sono da poco saliti sul tetto della facoltà di Architettura in piazza Borghese a Roma come forma di protesta contro la riforma Gelmini. Occupate le facoltà di Scienze politiche, Fisica e Ingegneria de La Sapienza.

ROMA, SUI TETTI DI ARCHITETTURA
«Intendiamo rimanerci ad oltranza – annunciano – finchè non verrà accantonato l’iter parlamentare della riforma Gelmini». «Siamo costretti ad arroccarci su un edificio di un sapere ancora pubblico per difenderlo dagli attacchi di un governo che vuole privatizzare l’intero sistema universitario – spiegano i manifestanti – partendo dagli atenei con il taglio al Ffo e la riforma Gelmini che in queste ore sta per essere approvata alla Camera. Siamo sull’orlo del baratro per l’istruzione pubblica in Italia – affermano – proprio come noi sopra a questo tetto».

TORINO, NOTTE SU PALAZZO NUOVO
Attrezzati con coperte e sacchi a pelo si stanno preparando a trascorre la notte sul tetto una decina di ricercatori universitari torinesi che nel primo pomeriggio di oggi erano saliti in cima a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, per protestare contro la riforma degli atenei in discussione in Parlamento. Secondo i manifestanti, se il disegno di legge verrà approvato «stravolgerà la vita degli atenei italiani, già pesantemente penalizzati dai tagli ai loro bilanci». Intanto, anche il corteo di studenti che questo pomeriggio, dopo l’assemblea, è sfilato per le vie del centro città fino ad occupare la stazione di Porta Nuova, ha fatto ritorno a Palazzo Nuovo. Ora gli studenti sono riuniti in assemblea per decidere le prossime iniziative. Palazzo Nuovo, intanto da questo pomeriggio, è occupato.

LA PROTESTA
Secondo gli studenti il ddl «trasforma le nostre università in aziende, privatizza i nostri consigli di amministrazione, trasforma il diritto allo studio in un debito da contrarre con le banche. Una riforma che riporta il livello di istruzione universitario ad essere un bene di lusso – denunciano – non accessibile se non a chi è in condizioni economiche agiate per studiare in pochi atenei di eccellenza privati dove l`offerta formativa e i progetti di ricerca saranno definiti solo ed esclusivamente dagli interessi di mercato e non dall`interesse del Paese».

PALERMO, OCCUPATE SCUOLE E FACOLTA’
Ventuno istituti del capoluogo siciliano sono in stato di agitazione. In diversi casi gli studenti hanno votato per l’occupazione, così come è successo anche nella facoltà di Lettere di Palermo. Anche in questo caso, gli universitari protestano contro un provvedimento firmato dal ministro Gelmini: il ddl per la riforma degli atenei che dovrebbe essere votato alla Camera entro il 25 novembre. Occupati anche il liceo classico Umberto I di Palermo, la succursale del liceo classico Garibaldi, lo scientifico Cannizzaro, i licei artistici Catalano e Regina Margherita. Occupazione bianca al Meli con lezioni la mattina, assemblee nel pomeriggio e presidio notturno degli studenti. In alcuni casi, gli studenti non solo contestano i contenuti della riforma Gelmini ma anche le carenze strutturali e di servizi delle loro scuole. 

PISA, ATENEO BLOCCATO
L’attività didattica è stata completamente sospesa, su indicazione del Senato accademico, per consentire la massima partecipazione possibile all’assemblea di ateneo e occupazioni si sono già verificate nelle facoltà di Scienze, Scienze Politiche, Lettere e Ingegneria. Le assemblee degli studenti svoltesi nelle diverse facoltà hanno visto la partecipazione di diverse centinaia di studenti che mano a mano stanno decidendo le forme di mobilitazione, con quella dell’occupazione delle facoltà che sembra essere la preferita. In alcuni casi, come nei pressi di Farmacia, gli studenti hanno anche rallentato o bloccato il traffico stradale per alcuni minuti.

SOSTEGNO FLC-CGIL
La Flc-Cgil ribadisce il «pieno sostegno» alle occupazioni degli atenei e delle scuole contro il ddl sull’università e i tagli alla scuola pubblica. «In particolare la scelta dei ricercatori universitari di occupare i tetti delle facoltà dimostra – afferma il segretario generale, Mimmo Pantaleo – che anche il patetico bluff dei concorsi elemosina non è servito a spaccare il movimento. È evidente il tentativo del Governo di cancellare il diritto allo studio, di ridimensionare le università e le scuole pubbliche, di precarizzare strutturalmente i ricercatori e licenziare migliaia di precari della scuola, di massacrare, sul versante dei salari e dei percorsi di carriera, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo. Si tagliano risorse agli atenei pubblici, portandoli al collasso finanziario, per dare 25 milioni di euro alle università private. Si confermano i tagli per la scuola e si aumentano a 245 milioni di euro i soldi alle scuole private. Ora basta! La ministra Gelmini – dice il sindacalista – prenda atto che le sue politiche sono fallimentari perchè stanno distruggendo scuola, università e ricerca pubblica altrimenti la mobilitazione sarà sempre più ampia e decisa. Ribellarsi rispetto a un Governo e a un Ministro autoritari arroganti e antisociali è fondamentale per garantire il miglioramento delle condizioni dei giovani e dei lavoratori della conoscenza. Domani alla Camera si svolgerà un’altra grande protesta del mondo universitario e il 27 saremo tutti in piazza con la Cgil. Il tempo delle bugie e delle ‘controriforme epocalì è finito

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