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Ecologisti contro Russia e Bp “In pericolo orsi e balene”

In Senza categoria on gennaio 19, 2011 at 6:59 pm

Ambientalisti di nuovo sul piede di guerra contro il colosso petrolifero britannico, al centro delle polemiche per la marea nera nel Golfo del Messico. Il patto siglato con la società russa Rosneft apre alle trivellazioni nel mare di Kara. “L’Artico diventerà nuovo campo di battaglia ambientale”

Ecologisti contro Russia e Bp "In pericolo orsi e balene"

LONDRA – C’è di nuovo la Bp, il gigante del greggio responsabile della marea nera nel Golfo del Messico, al centro delle polemiche per un accordo con la Russia per aprire le acque dell’Artico alle trivellazioni. Amici della Terra, Greenpeace e Wwf sono di nuovo sul piede di guerra per l’intesa raggiunta dal colosso petrolifero con la società di stato russa Rosneft, che apre alle esplorazioni petrolifere e del gas il mare di Kara a nord della Siberia. Il patto, che prevede uno scambio di azioni sull’ordine degli otto miliardi di dollari, ha suscitato perplessità anche negli Usa.

Gli ambientalisti temono si possa verificare un nuovo disastro ecologico. L’Artico diventerà “un nuovo campo di battaglia ambientale”, hanno detto gli attivisti verdi che si propongono di affrontare l’amministratore delegato di Bp, Bob Dudley, che qualche mese fa ha preso il posto di Tony Hayward. La multinazionale petrolifera è stata accusata di essere “il nemico numero uno” dagli Amici della Terra. E intanto proteste si sono levate anche sul fronte politico dopo l’accordo raggiunto grazie anche a incentivi fiscali promessi dal primo ministro Vladimir Putin: a Washington alcuni politici hanno sollevato dubbi sulla nuova alleanza che si sta formando tra Gran Bretagna e Russia.

Il patto con Rosneft apre infatti un nuovo terreno di esplorazioni per Bp in un momento in cui il suo management è preoccupato per le difficoltà di continuare le attività di trivellazione al largo delle coste Usa.

“Occorre valutare se l’intesa ha un impatto sulla nostra sicurezza economica e nazionale”, ha detto il deputato democratico del Massachusetts Edward Markey chiedendo un esame da parte della Commissione sugli investimenti stranieri negli Stati Uniti e del Dipartimento di Stato.

Ma sono stati soprattutto i Verdi ad accogliere male l’accordo per due motivi: quella del Mar di Kara è una regione dalle condizioni meteo proibitive, ma è anche l’habitat naturale di numerose specie in pericolo tra cui orsi polari, trichechi, balene beluga e di pesci tra cui l’ippoglosso e il merluzzo dell’artico. “Qualche anno fa Bp aveva deciso di trasformarsi nella più verde delle società petrolifere promettendo di andare ‘Beyond Petroleum’, oltre il petrolio. L’ultima mossa, dopo il disastro del Golfo del Messico, la pone invece in testa alla lista dei cattivi”, ha sostenuto il responsabile per il settore dei mutamenti climatici di Amici della Terra, Mick Childs.

Secondo Childs, dopo aver fallito al largo della Louisiana, Bp non è affidabile per le trivellazioni in acque difficili come quelle dell’Artico, e una marea nera in quell’eco-sistema sarebbe assolutamente “catastrofica”. D’accordo Dax Lovegrove del Wwf secondo cui i piani di sicurezza di Bp per la regione dell’Artico sono ancor peggio di quelli del Golfo del Messico: “Ci sono meno infrastrutture, meno attrezzature per prevenire perdite di greggio  e meno navi per risucchiare perdite in superficie”.

(16 gennaio 2011) © Riproduzione riservata

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