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La “Rete stop autostrada Orte-Cesena-Mestre” rilancia la battaglia per un’opera costosa, inutile e dannnosa.

In Senza categoria on gennaio 30, 2011 at 12:44 pm

Si è riunita nei giorni scorsi a Cesena la “Rete Stop Autostrada Orte-Cesena-Mestre”, alla quale – fino ad ora – hanno aderito associazioni, comitati e forze politiche, quali Italia Nostra, Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio, Pro Natura, Forum ambientalista, Wwf, Legambiente, Gruppo regionale Movimento 5 stelle dell’Emilia Romagna, Gruppo regionale Verdi, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Rete dei comitati del Polesine, Comitati ambiente e territorio Riviera del Brenta miranese, Rete No Ar, Verdi emilia romagna per la costituente ecologista ed altri. L’autostrada attraverserà cinque regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Veneto), 11 province e 48 comuni; il tracciato prevede solo in parte la riqualificazione della E45, si sviluppa in parallelo alla Romea e ha numeri da brivido: 396 km di lunghezza, 139 km di ponti e viadotti, 64 km di gallerie, 20 cavalcavia, 226 sottovia, 83 svincoli.

I fautori di questa nuova autostrada sono il Pdl e il Pd, uniti “amorevolmente” per uno sviluppo insostenibile a favore della mobilità su gomma. Il progetto del Governo Berlusconi, col forte appoggio del Pd, prevede infatti la realizzazione dell’autostrada Orte – Cesena – Mestre mediante il ricorso alla finanza di progetto con i privati: l’Anas ha scelto il raggruppamento di società composto da Gefip holding legato al parlamentare europeo del Pdl Vito Bonsignore. Questa nuova autostrada provoca gravi danni ambientali a carico di importanti zone di interesse storico, paesistico, ambientale (Parco del delta del Po, Valli di Comacchio e Mezzano, Laguna sud, Riviera del Brenta, Parco delle Foreste Casentinesi, valli dell’Appennino centrale). Comporta un elevato consumo di suolo e il frazionamento di numerosi fondi agricoli. Favorisce la cementificazione delle aree libere attraversate o adiacenti agli svincoli. Privilegia ancora una volta il trasporto su gomma a scapito di quello ferroviario e marittimo, più sostenibili.

E’ inutile in quanto i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la Romea e la E45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un’altra autostrada che diventerebbe di fatto un doppione della A1 e della A14/A13. è un enorme spreco di denaro pubblico: con di 10 miliardi di euro (di cui 1,4 miliardi pubblici e 8,6 miliardi anticipati dai privati della lobby legata a Vito Bonsignore, con sponsor politici del Pd) l’autostrada Orte-Mestre è l’opera in assoluto più costosa tra quelle inserite nella Legge Obiettivo. Meno della metà dei soldi destinati alla Mestre – Orte sarebbero sufficienti per sanare il dissesto idrogeologico dell’intero Paese. Gli ecologisti propongono alternative credibili, meno costose, meno impattanti e facilmente realizzabili: la messa in sicurezza della Romea: il progetto di autostrada Orte – Mestre non prevede alcun intervento per la messa in sicurezza di quella strada, una delle più pericolose d’Italia. Il rifacimento del manto stradale, la predisposizione di corsie di emergenza, piazzole di sosta, il miglioramento della segnaletica e l’eliminazione degli incroci a raso sono interventi possibili in 2-3 anni e con spese molto contenute.

Deviazione del traffico pesante sulla A13: il collegamento autostradale Mestre – Ravenna esiste già ed è l’autostrada Padova-Bologna, eventualmente potenziabile. Da Ravenna è possibile deviare i Tir dalla SS309 verso Ferrara attraverso il raccordo autostradale “Ferrara mare”, oppure attraverso il completamento delle varianti alla SS16 già previsto nel Piano dei Trasporti della Regione Emilia-Romagna. La statale Romea così sgravata sarebbe più che sufficiente per supportare il traffico locale e di media percorrenza e potrebbe essere finalmente valorizzata sotto il profilo turistico. La deviazione dei Tir sull’asse A13 sarebbe anche più logica visto che la linea degli interporti si sviluppa proprio tra Ferrara, Rovigo e Padova. Messa in sicurezza della E45: anche questa arteria, vecchia e pericolosa, e perennemente cantierizzata, richiede interventi definitivi di riqualificazione, senza la sua trasformazione in autostrada.

Il progetto di Anas prevede per questo tratto delle varianti estremamente impattanti, soprattutto in corrispondenza del nodo di Perugia; inoltre il potenziamento di questa arteria costituirà un potente attrattore di traffico con gravi ripercussioni ambientali per le valli dell’Appennino centrale. La ferrovia, infine, costituisce una valida alternativa alla gomma, sia per il trasporto delle merci che dei passeggeri. In alcuni casi, gli stessi enti che promuovono la Orte – Mestre finanziano allo stesso tempo progetti per lo sviluppo o il potenziamento di tratte ferroviarie lungo la medesima direttrice (collegamento Venezia-Chioggia, riapertura della linea Civitavecchia-Orte). La Rete nazionale che si batte contro questa aberrante autostrada, ha deciso di ricorrere sia al Tar del Lazio, che alla Corte di Giustizia europea nei confronti del decreto di valutazione ambientale nazionale, favorevole al progetto, che fra qualche giorno sarà pubblicato sulla Gazzetta

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