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Trasporto di rifiuti industriali, decadute le sanzioni. Una pacchia per gli inquinatori

In Senza categoria on gennaio 30, 2011 at 12:08 pm

Sono decadute le vecchie sanzioni per chi trasporta rifiuti industriali senza rispettare gli obblighi di legge, e le nuove sanzioni entreranno in vigore solo il primo giugno.

Il gran pasticcio giuridico nasce dal rinvio (l’ennesimo) del Sistri, il sistema informatizzato che “segue” i rifiuti industriali dalla produzione allo smaltimento. E può tradursi, ovviamente, in una pacchia per gli inquinatori.

Gli esperti sviscerano la faccenda in punta di diritto, domandandosi in sostanza se il buonsenso e lo spirito della legge bastano da soli a mantenere in piedi le sanzioni. Io mi limito ad esporre la vicenda.

Il Sistri (il “pedinamento informatico” dei rifiuti) doveva entrare in vigore il 12 agosto 2010. Poi al gennaio 2011, “e mai più proroghe”, disse il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo. Invece, a fine dicembre, la proroga è arrivata: il Sistri, salvo ulteriori rinvii, entrerà il vigore il primo giugno.

Intanto a metà dicembre (prima quindi del rinvio del Sistri) è entrato in vigore il quarto correttivo all’applicazione della direttiva europea in materia di rifiuti. Prevede fra l’altro che le sanzioni relative al trasporto irregolare dei rifiuti industriali entrino in vigore insieme al Sistri stesso.

Ho condensato brutalmente il succo della vicenda in un linguaggio per profani: sotto trovate i link alle fonti, con tanto di rinvii alle norme di legge e ai relativi articoli.

Il risultato è descritto con queste parole da Gianfranco Amendola, capo della Procura di Citavecchia, in un intervento sul sito Lexambiente: “c’è già chi sostiene che, per 5 mesi, si possono trasportare rifiuti senza alcun obbligo e controllo“. Ed in effetti, scrive anche, la norma sanzionatoria non c’è.

Sul sito Diritto all’Ambiente, Maurizio Santoloci gli risponde citando una sentenza della Corte di Cassazione, secondo la quale in caso di “evidenti imprecisioni” delle norme vale la volontà del legislatore.

Non mi addentro ulteriormente nella giungla del diritto. Mi limito ad osservare che, sui posti di lavoro, raramente si tollerano “evidenti imprecisioni” di questa portata.

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