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Dal Forum Sociale Mondiale di Dakar: la lunga strada dei movimenti

In Senza categoria on febbraio 7, 2011 at 9:00 am

 Decina di migliaia, sessantamila, forse di più le persone che oggi hanno attraversato le vie di Dakar alla manifestazione di apertura del Forum Sociale Mondiale. La cosa più sorperendente è stata la presenza di delegazioni provenienti da moltissimi Paesi africani, in particolare del centro/centrosud dell’Africa. Segno tangibile della tanta strada percorsa dal Forum di Nairobi nel 2007. Il Forum a Dakar era infatti una scommessa piena di punti di domanda.

Oggi sono moltissimi i movimenti, le associazioni e i gruppi di base che vedono nel Forum un riferimento, ma anche un “ombrello” che è in grado di garantire una sorta di protezione che aiuta a dare visibilità alla proprie lotte.

L’impressione che ho avuto da questa prima giornata è di una forte crescita di consapevolezza di una parte significativa della società africana; quasi assente del tutto ogni forma di vittimismo verso un neocolonialismo ancora presente e decisamente forte, molto presente invece la capacità di inserire la condizione attuale del continente africano in un contesto globale segnato da un feroce liberismo.

Da quello che si è visto nella prima giornata sembra proprio che l’asse sud/sud cominci, almeno tra i movimenti ad essere una realtà; non c’è dubbio che i movimenti africani guardano con estrema attenzione all’America Latina e sempre meno veso l’Europa. Grandi consensi ha ricevuto Evo Morales quando è intervenuto al comizio finale;   il presidente della Bolivia, proveniente lui stesso dall’esperinza del Forum Sociale ha ampliato la nozione di beni comuni, ponendo certamente al primo posto l’acqua e la terra, ma inserendovi anche le materie prime e le fonti energetiche che dovrebbero essere nazionalizzate. Ma il passaggio più interessante è stato quando ha precisato che la nazionalizzazione non deve essere utilizzata per perseguire un modello di sviluppo simile a quello occidentale; tale percorso entrerebbe in contrasto prima di tutto con la necessità di garantire un futuro all’intero pianeta e alle future generazioni.

A Dakar ho incontrato molti emigrati africani provenienti dall’Europa e anche dall’Italia; rientrati proprio per il Forum appaiono, almeno nelle tante discussioni informali di oggi, come una risorsa importantissima: a  cavallo di due culture riescono forse meglio di tanti altri a cogliere li elementi di interesse comune dei movimenti nelle due sponde del Mediterraneo. Non sono qui a parlare come vittime, a discutere dei loro sacrosanti diritti di immigrati, ma chiedono di essere ascoltati per le esperienze della quali sono portatori. Dovremmo provar anche noi a vederli in questa dimensione.

Grande attesa per la giornata di domani: la parola passerà ai movimenti sociali provenienti dal Maghreb, dalla lotte sociali di questi giorni

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