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Un coro di donne ha scosso l’Italia: “Se non ora quando?”

In Senza categoria on febbraio 13, 2011 at 11:20 pm

La manifestazione a Roma – Foto: ©L’Unità.it

“Apprendo adesso che siamo un milione nelle piazze di tutta Italia”: lo ha annunciato l’attrice Angela Finocchiaro dal palco di piazza del Popolo a Roma nel corso della manifestazione “Se non ora quando?” Senza bandiere di partito ma con molti tricolori le donne di centinaia di piazze italiane hanno chiesto più dignità e rispetto e le dimissioni per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ”Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni” – sottolineava l’appello della manifestazione. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale”.

Un gruppo di giovani attrici, salite sul palco di piazza del Popolo a Roma, ha letto una serie di e-mail a sostegno della manifestazione. Lettere di donne contro “il modello unico”, contro “la superficialità” e “perché le donne non sono stupide e hanno deciso di reagire a tante cose che hanno ferito la nostra sensibilità”. Sono messaggi inviati da giovani, meno giovani, madri e precarie. Sul palco sono state invitate da Isabella Ragonese che presentandole ha ricordato che in Italia “la cultura è un po’ come le donne: molto forte, ma deve sempre combattere”. Amplissima anche la partecipazione delle associazioni: dalle donne della Tavola della Pace, all’Arci, alle colf delle Acli per citarne solo alcune

Giulia Bongiorno, deputata di Fli e presidente della commissione Giustizia di Montecitorio ha sottolineato che di fronte all’inchiesta sulle notti di Arcore e sulla “carica erotica” come “criterio di selezione” per la classe politica, “chi tace diventa complice”. Ospite della puntata speciale di ‘In mezz’ora’ in diretta da piazza del Popolo la Bongiorno ha detto: “Non critico i festini hard, allora sì sarei moralista. E’ che il festino diventa criterio per la selezione della classe dirigente, la carica erotica è il requisito per assumere un incarico. E la libertà di partecipare a un festino si scontra con la libertà di non parteciparvi: è un problema di merito non di moralismo”. Peraltro – ha aggiunto – è “riduttivo pensare che Ruby ha fatto traboccare il vaso, era già traboccato da tempo. E’ che a volte si tace, ora non si può più tacere. Mi chiedo loro come donne come possano accettare questa situazione”. Perchè per Bongiorno “oggi tacere è pesante, chi tace diventa anche complice. Per questo abbiamo preso questa posizione, non si può fare a meno di farlo”.

“Vorrei un paese con una sola morale, perchè la doppia morale offende e nasconde la nostra dignità di donne”. Così il segretario generale della Cgil Susanna Camusso si è rivolta dal palco della manifestazione alle migliaia di persone che hanno affollato piazza del Popolo. “Nessuno di noi deve abbassare lo sguardo, perche’ il futuro e’ nostro e dovranno capirlo”. Per la leader sindacale, “la nostra serenita’ deve consistere nel non dover mai dire che siamo state zitte e che non abbiamo visto. Abbiamo visto e abbiamo visto bene, come ben dice questa piazza così gremita”.

“Da questa piazza più che un messaggio politico o polemico credo si alzi un messaggio di fiducia: possiamo essere le protagoniste di un futuro diverso, dove davvero la dignita’ delle persone e delle donne sia rispettata”. Lo ha affermato suor Eugenia Bonetti, che da anni si occupa di recuperare e aiutare donne e ragazze che si prostituiscono o che vivono in condizioni di disagio e marginalità. “Essere qui oggi non è stata una decisione sofferta – ha raccontato al termine del suo intervento molto apprezzato e applaudito dai partecipanti alla manifestazione in piazza del Popolo. “Come suore missionarie della Consolata siamo state le prime a credere che c’era bisogno di fare qualche cosa, bisogno di dare risposte, stimolare, perche’ le donne sembravano un po’ appiattite, assenti o rassegnate di fronte a quello che sta succedendo. Quindi aver partecipato a questa iniziativa e’ stato un modo molto bello per riattivare la volontà delle donne”.

Amplissima anche la partecipazione in moltissime città di provincia. A La Spezia in Piazza Cavour la kermesse è iniziata con tamburi e fischietti all’insegna degli slogan: “Per mandar via Berlusconi e tutta la sua compagnia” e “Ne’ per bene ne’ per male, unite, diverse, libere!”. Sul palco della piazza, oltre agli interventi, musiche, letture e teatro. Maria Cristina Guassone, una delle organizzatrici, ha letto un appello sul significato della parola “rispetto” e ha concluso dicendo: “Dobbiamo smetterla col silenzio perchè quello che sta succedendo non è soltanto una questione privata ma anche una questione pubblica e politica e dobbiamo urlare la nostra indignazione

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