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Non è solo colpa del clima impazzito. Il ruolo dei biocarburanti nella crisi alimentare

In Senza categoria on febbraio 15, 2011 at 6:15 pm

Ogni anno il mondo ha bisogno di più cibo. E in quest’annata di magri raccolti la situazione è difficile. I prezzi dei generi alimentari sono al massimo storico, ed hanno contribuito ad innescare la rivoluzione in Egitto e l’instabilità generalizzata in Nord Africa e in Medio Oriente.

Ma non è solo colpa del clima impazzito, anzi. I biocarburanti ricavati dal mais e da altre colture alimentari stanno giocando un ruolo fondamentale nella crisi. Dalle colonne del prestigioso Washington Post lo sostiene Tim Searchinger, ricercatore all’Università di Princeton che si occupa di questioni internazionali, ambiente ed agricoltura.

Dati e cifre alla mano, secondo lui il mondo deve scegliere: o accettare che il cibo continui a rincarare, o non non mettere più parte dei raccolti nei serbatoi delle auto.

Searchinger riconosce che la produzione alimentare è alle prese con una tempesta perfetta: l’ondata di calore in Russia, le alluvioni in Australia, l’abitudine a mangiare più carne in Cina (il bestiame è notoriamente nutrito a cereali), gli scarsi investimenti indirizzati verso l’agricoltura.

Però, dice, i biocarburanti stanno guidando questa tempesta: se è difficile sfamare il mondo, coi biocarburanti diventa due volte difficile.

Dai campi si vogliono ottenere contemporaneamente più cibo per la crescente popolazione e più mais, zucchero ed oli vegetali destinati alla produzione di biocarburanti: a partire dal 2004, ad ogni ulteriore tonnellata di cereali necessaria per scopi alimentari corrisponde circa un’altra tonnellata necessaria per riempire i serbatoi delle auto.

L’agricoltura riesce a tener dietro a questa domanda solo se le condizioni meteorologiche sono favorevoli. Altrimenti succede il patatrac.

Nel 2004 la produzione di biocarburanti assorbiva il 2% della produzione mondiale di cereali, e praticamente non intaccava la produzione di oli vegetali. L’anno scorso ha richiesto più del 6,5% della produzione mondiale di cereali e l’8% della produzione mondiale di oli vegetali.

I Governi vogliono triplicare la produzione di biocarburanti entro il 2020: e questo significa, secondo Tim Searchinger, che i prezzi dei generi alimentari aumenteranno moderatamente nelle annate buone, e si impenneranno in quelle cattive.

La soluzione possono essere solo i biocarburanti che non fanno concorrenza alle pentole: quelli ricavati dagli scarti agricoli o dall’immondizia. Altrimenti, dice, la crisi alimentare diventerà una costante

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