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La mappa della radioattività in Giappone. Non sono diffusi i dati di Miyagi e Fukushima

In Senza categoria on marzo 20, 2011 at 7:49 pm

Quale è la mappa della radioattività in Giappone? I dati sono pubblici, tranne che in un paio di zone: la prefettura di Fukushima (dove si trova la centrale nucleare fuori controllo da ormai dieci giorni) e quella limitrofa di Miyagi.

Questi dati non vengono diffusi. Non sono stati mai diffusi dall’inizio della crisi. “Misurazione in corso”, è la dicitura ufficiale. Possibile che in tutto questo tempo non siano riusciti ad effettuare i rilievi?

Ciascuno, in cuor suo, risponda come vuole. La mia osservazione è che, in mancanza di informazioni ufficiali, ogni sospetto è lecito. Ovviamente le autorità giapponesi questo lo sanno benissimo. Ritengono forse che i nostri peggiori sospetti siano preferibili rispetto alla realtà?

Guardate la mappa della radioattività in Giappone, costruita sul web in base ai dati ufficiali diffusi dalle prefetture.

Mentre scrivo, appunto, non contiene un solo dato da Fukushima e Miyagi. Per altre zone i dati sono disponibili a partire da martedì scorso, 15 marzo. Questo è lo screenshot più recente; cliccandoci sopra si accede alla versione aggiornata.

Bisognerebbe fare il confronto rispetto alla radioattività “naturale”. Un po’ di radioattività c’è dappertutto, a prescindere da quella dispersa nell’ambiente a causa delle attività umane, e varia da zona a zona.

Secondo il sito della Sogin, la società italiana creata per controllare, smantellare, decontaminare e gestire i rifiuti radioattivi nostrani, in Italia la radioaitità naturale è pari a 57 nGy/h, un dato che coincide con la media mondiale. La mappa giapponese è appunto costruita in nGy/h e dà valori addirittura più bassi per le aree più lontane dalla centrale.

Il problema della radioattività è che si deposita al suolo, dove rimane per moltissimo tempo. La vegetazione la assorbe: di conseguenza la assorbono gli animali che si nutrono di vegetazione, e gli animali che si nutrono di altri animali che a loro volta si sono nutriti di vegetazione. Vale anche per l’uomo.

A causa della catastrofe nucleare di Chernobyl nel 1986, i raccolti di buona parte della Bielorussia (il vento tirava da quella parte) sono tuttora contaminati da elevati livelli di radioattività.

Per questo motivo ai “bambini di Chernobyl” – ai bambini della Bielorussia – è raccomandato di trascorrere un mese all’anno all’estero, per “disintossicare” il loro corpo attraverso un’alimentazione “pulita”. Ogni estate escono in massa dal loro Paese, e vengono ospitati soprattutto (ma non solo) da famiglie italiane e tedesche.

E’ di ieri la notizia che il latte e gli spinaci di Fukushima sono contaminati dalle radiazioni. Se le autorità giapponesi completassero la mappa delle radiazioni, non mi verrebbe il sospetto che anche i bambini di Fukushima dovranno girare il mondo per un mese ogni anno: lontani dai genitori, dalla famiglia e dall’unica lingua che sanno parlare.

Sul sito della Sogin la radioattività “naturale”

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