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La gente rischia di impazzire. Fukushima e Chernobyl, effetti collaterali delle catastrofi

In Senza categoria on marzo 30, 2011 at 3:29 pm

Non c’è solo il pericolo per la salute fisica causato dalle radiazioni. La gente di Fukushima rischia di impazzire.

Ormai sono passati 19 giorni e le emissioni di cesio e iodio radioattivo hanno raggiunto i livelli di Chernobyl, per non parlare del plutonio. Il reattore 2 è con ogni probabilità in meltdown, l’acqua del mare nei pressi della centrale nucleare (è notizia di stamattina) contiene una concentrazione di iodio radioattivo oltre 3.000 volte superiore ai limiti di legge.

Le autorità giapponesi continuano a dire che – a parte i tecnici al lavoro per cercare di domare la centrale nucleare impazzita – la radioattività non pone rischi immediati per la salute al di fuori del raggio di evacuazione. Parlano della salute fisica, e di quella soltanto.

Ma l’esperienza di Chernobyl insegna che la radioattività dispersa nell’ambiente non causa solo il rischio di contrarre, nel tempo, cancro e leucemia: ci sono notevoli problemi anche sul versante della salute mentale.

Il disastro nucleare di Fukushima apre una tragica lotteria dei tumori: In attesa che vengano azzardate le prime cifre è utile ricordare cosa è accaduto a Chernobyl, dove il fallout si è abbattuto un’area popolata in modo molto meno fitto.

Secondo l’Organizzazione mondiale per la sanità, alla catastrofe del 1986 sono legate circa 4.000 morti per cancro fra la popolazione (soprattutto cancro alla tiroide nei bambini); inoltre sono morti o moriranno in seguito alle radiazioni circa 2.200 dei 200.000 “liquidatori” che fronteggiarono l’emergenza dentro e attorno alla centrale nucleare.

Dal 1959 esiste un accordo fra Oms e Iaea (l’agenzia atomica dell’Onu, ovviamente filo nucleare) in base al quale la stessa Oms non può divulgare dati sui danni alla salute provocati da radiazioni senza l’autorizzazione dell’Iaea

Pur in questo contesto, il rapporto dell’Oms su Chernobyl contiene dati terribili (e poco citati) sui risvolti psichiatrici del fallout.

Gli sfollati entro il raggio di 30 chilometri dalla centrale nucleare ucraina sono stati segnati a livello psichico da un’esperienza profondamente traumatica, e la salute mentale rappresenta il problema più grave per le persone rimaste a vivere nelle aree contaminate in modo meno marcato.

Fra queste persone sono diffusi una sorta di fatalismo paralizzante; stress, depressione e ansietà; sintomi psichiatrici che non hanno una spiegazione medica.

E gli sfollati di Fukushima? Il Governo giapponese ha ordinato l’evacuazione nel raggio di 20 chilometri attorno alla centrale, e ha consigliato comunque di andarsene anche a quanti abitano entro i 30 chilometri: sono circa 145.000 persone.

Se consideriamo invece un raggio di 80 chilometri attorno a Fukushima – l’area che gli Stati Uniti consigliano di evitare – arriviamo a circa 2,4 milioni di persone. Al conto delle morti future e dei danni materiali legati alla radioattività, ancora tutti da fare, bisognerà probabilmente aggiungere le sofferenze psichiche di questa popolazione

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