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Fukushima, acqua radioattiva scaricata deliberatamente in mare. Foto

In Senza categoria on aprile 5, 2011 at 8:28 am

 

La foto a fianco ritrae l’acqua più avvelenata e più famosa del mondo. E’ l’acqua che esce dalla centrale nucleare di Fukushima, praticamente allagata nel tentativo non ancora riuscito di raffreddarla. Finisce direttamente nell’oceano Pacifico, lì a pochi passi, e non si riesce a turare il buco.

Il fallout di Fukushima ormai è superiore, si calcola, a quello di Chernobyl. E l’acqua ha innescato un circolo vizioso: innaffiare la centrale è l’unico modo per cercare di limitare i danni. Ma l’acqua rimane all’interno della centrale e diventa così radioattiva che non si può praticamente avvicinarla per farne qualsiasi cosa. E finchè nella centrale c’è l’acqua radioattiva non si può nemmeno tentare di riparare gli impianti e ripristinare il raffreddamento dei reattori.

La falla nella foto – una crepa di 20 centimetri – è stata individuata ieri nell’edificio del reattore numero 2. Visto che il cemento non funziona, stanno provando a chiuderla con vari metodi che contemplano anche – ebbene sì – l’uso di segatura e carta di giornale.

Prima di accompagnarvi in un tour fotografic fra l’acqua di Fukushima, una notizia importante e non buona. La Tepco, la società che gestisce l’impianto, si accinge a buttare deliberatamente in mare 11.500 tonnellate d’acqua radioattiva, anche se meno radioattiva rispetto a quella della falla: “solo” 100 volte oltre il limite legale.

Altrimenti l’allagamento della centrale nucleare comprometterebbe anche i pochi impianti funzionanti, e segnatamente quelli per il raffreddamento dei reattori 5 e 6. Le foto, ora.

Ecco innanzitutto, in versione ingrandita, l’acqua che esce dalla falla identificata ieri. Tepco ha ammesso che contiene iodio radioattivo in quantità 10.000 volte superiore ai limiti di legge. E’ ovvio pensare che ci siano anche altre sostanze radioattive: analisi più complete però, se anche sono state effettuate, non sono state rese note.

ll risultato è che alla fine della settimana scorsa nell’acqua dell‘oceano Pacifico a 300 metri da Fukushima la concentrazione di iodio radioattivo superava di 4.000 volte i limiti di legge per le zone adiacenti alle centrali nucleari. E lo iodio non è certo l’unico: ci saranno anche altri isotopi.

Analisi più recenti non ce ne sono. L’unica novità è che anche a 40 chilometri dalla centrale le concentrazioni di iodio radioattivo superano i limiti di legge. Di quanto, non è stato reso noto anche se è ovvio supporre che la contaminazione sarà diluita. Qui sotto, la persona in tuta anti radiazioni indica una sorta di tombino al cui interno si trova la falla.

Guardate la crepa al suolo: il terremoto che ha mandato ko l’impianto di raffreddamento della centrale ha fatto dei bei danni anche agli edifici. Difficile pensare che le fondamenta non abbiano fatto una piega.

Ora immaginate di mettere su questa fondamenta terremotate il peso dell’acqua (radioattiva) con cui la centrale da giorni viene inondata per raffreddarla. Immaginate di metterci su il peso anche di un sarcofago tipo Chernobyil , come a volte si ipotizza. Non so voi: io temo una frittata nucleare.

Eppure è necessario continuare a pompare acqua sui reattori in fusione e sui depositi di scorie: è l’unico modo per assicurare una qualche forma di raffreddamento alla centrale nucleare in avaria. Domani si applicherà anche un altro rimedio di emergenza: azoto iniettato in un reattore, per impedire esplosioni.

Nella foto qui sotto, gli uomini in tuta anti radiazioni stanno pilotando sull’oceano verso Fukushima una chiatta carica di acqua dolce fornita dall’esercito americano. L’acqua del mare, usata fino a pochi giorni fa, ha causato problemi relativi a depositi di sale e, si teme, anche a corrosione.

Però siamo daccapo. L’acqua pompata sulla centrale diventa molto radioattiva: entra in qualche modo in contatto con il combustibile nucleare, non c’è altra spiegazione per una contaminazione così elevata. Sarebbe importante trovare il punto di contatto, ma la radioattività è tale che ispezioni di questo tipo sono impossibili.

La famosa falla butta a mare solo una piccola parte dell’acqua di cui è piena la centrale. Molta altra è accumulata dentro gli edifici: si sta studiando il modo di pompare verso serbatoi quella più contaminata. E l’acqua meno radioattiva – la bellezza di 11.500 tonnellate – verrà buttata deliberatamente a mare.

Non c’è altra soluzione, è il male minore, dicono i giapponesi. La radioattività non si vede e non si sente, ma si accumula negli esseri viventi – compresi alghe e pesci – attraverso la catena alimentare. Ieri le autorità giapponesi hanno ammesso che possono passare molti mesi prima che cessino le emissioni radioattive di Fukushima.

La catastrofe di Chernobyl, 25 anni fa, almeno fu limitata all’aria e alla terra. Quella di Fukushima abbraccia anche il mare

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