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Plastica nei mari e animali. Gli scienziati svelano storie vere da film dell’orrore

In Senza categoria on aprile 6, 2011 at 4:14 pm

I rifiuti di plastica che riempiono i mari di tutto il mondo sono uno dei temi ambientali emergenti. Gli scienziati ne hanno parlato pochi giorni fa a Honolulu alla Quinta conferenza internazionale sui detriti mariti.

Si è conclusa con una serie di generiche quanto benintenzionate e importanti raccomandazioni (non particolarmente nuove, peraltro) ma è stata un’occasione in cui gli scienziati hanno raccontato storie da film dell’orrore – storie vere – a proposito dell’impatto accertato che la plastica ha sulle creature del mare.

Il background è, o dovrebbe essere, ben noto: la plastica è immarcescibile e praticamente eterna; quando viene abbandonata in giro prima o poi viene trascinata dalla pioggia verso un fiume che la trasporta in mare; le onde e il sole la frammentano ma non la distruggono; è particolarmente concentrata in luoghi detti “vortici dei rifiuti”, dove il mare sembra un minestrone di immondizia, ma ce n’è moltissima dappertutto, Mediterraneo e paradisiache spiagge tropicali comprese.

La soluzione migliore è eliminare il più possibile la plastica usa e getta, tipo bottiglie e bicchieri; in subordine, l’accurato riciclaggio.

Una storia dell’orrore raccontata dagli scienziati ad Honolulu è quella della tartaruga salvata nel 2009. Sembrava che avesse problemi di digestione. Dopo che le è stato estratto un grosso pezzo di plastica dal tubo gastrointestinale, ha defecato plastica per un mese intero.

Dalle sue tormentate budella sono uscite 74 oggetti di plastica, piccoli e grandi: tutti ovviamente catalogati e documentati con rigore scientifico.

Nel Mare del Nord, almeno il 95% dei fulmari – uccelli tipo procellarie – ha plastica nello stomaco: da un solo pezzo a decine di pezzi.

Si stima che 35 tonnellate di plastica viaggino negli stomaci degli uccelli delle tempeste, parenti stretti dei fulmari, durante la loro annuale migrazione dalle coste del Nord Atlantico alle zone di riproduzione nell’Artico.

Secondo l’Unep, il programma ambientale dell’Onu, in tutto il mondo circa 270 specie sono danneggiate dal contatto o dall’ingestione di rifiuti che si trovano in mare: fra esse il 68% delle specie di tartarughe marine, il 44% delle specie di uccelli marini e il 43% delle specie di mammiferi marini.

Qui trovate le generiche raccomandazioni e i generici impegni approvati a conclusione della conferenza di Honolulu. Fra gli sponsor, marchi legati alla produzione di plastica usa e getta come la Coca Cola e l’American Chemistry Council.

il comunicato stampa delle Nazioni Unite in occasione della conferenza di Honolulu i rifiuti nei mari minacciano gli animali, la salute umana e l’economia

Su Mother Nature Network la tartaruga che ha defecato plastica per un mese

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