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Fukushima, livello 7 come Chernobyl. Latte radioattivo alle Hawaii

In Senza categoria on aprile 12, 2011 at 7:29 am

Oggi l’ente giapponese per la sicurezza nucleare ha pubblicato dati preliminari in base ai quali la centrale nucleare di Fukushima, in avaria da un mese esatto, ha liberato nell’ambiente materiale radioattivo fino a 10.000 terabecquerel per ora. Un terabecquerel equivale a 1.000 miliardi di Becquerel.

Di conseguenza, il Governo giapponese sta valutando se classificare l’incidente al livello 7 della scala internazionale di gravità: come quello di Chernobyl, il peggiore mai accaduto. Ufficialmente, l’incidente di Fukushima è ancora a livello 5, come quello di Three Miles Island.

Sempre oggi è stato reso noto uno studio in base al quale ad oltre 30 chilometri dalla centrale si riscontra una contaminazione radioattiva al suolo pari a quella della “zona proibita” attorno a Chernoby.

Solo che la zona proibita si estende attorno a Chernobyl per 30 chilometri e lì non abita nessuno: in Giappone il territorio con quei livelli di radioattività è più esteso, ed è tuttora abitato, almeno in parte.

Non solo. Oggi gli americani hanno trovato un campione di latte molto radioattivo alle Hawaii e in Giappone si è verificato un altro forte terremoto, con epicentro vicino a Fukushima, entrata in avaria in seguito alla scossa e allo tsunami di un mese fa. Un mese esatto fa.

Prima degli ultimi aggiornamenti, ricapitolo il quadro della situazione. Da un mese i tre reattori di Fukushima e gli annessi depositi di scorie sono senza sistema di raffreddamento. Anche se si sono spenti automaticamente durante il terremoto dell’11 marzo, continuano a sviluppare un calore fortissimo che ha portato alla fusione parziale dei noccioli e con ogni probabilità almeno a un meltdown totale.

Per rimediare alla mancanza di raffreddamento, i reattori vengono letteralmente inondati. La centrale è praticamente allagata da 60.000 tonnellate d’acqua.

Tutta quell’acqua è diventata radioattiva. Talmente radioattiva che non è possibile mandare qualcuno a riparare il sistema di raffreddamento: cioè a fare l’unica cosa che consentirebbe col tempo – con molto tempo – di mettere lentamente in sicurezza i reattori.

L’acqua meno radioattiva è stata buttata a mare (la centrale nucleare sorge a poche decine di metri dall’oceano Pacifico) per far spazio a quella più radioattiva.Lo scarico è terminato oggi. Prima che iniziasse, un campione prelevato dall’oceano nei pressi della centrale conteneva concentrazioni di iodio radioattivo 7,5 milioni di volte superiori al limite massimo ammesso dalla legge giapponese.

E a terra? come a Chernobyl, peggio che a Chernobyl. Le Università di Kyoto e Hiroshima hanno analizzato cinque campioni di suolo ad oltre 30 chilometri dalla centrale nucleare: l’evacuazione è obbligatoria entro i 20 e consigliata entro i 30, anche se il Giappone sta meditando di far sgomberare altre aree.

Tutti e cinque avevano valori di cesio radioattivo compresi fra 590.000 e 2.190.000 Becquerel per metro. A Chernobyl furono fatte sgomberare le zone con contaminazione da cesio superiore a 550.000 Becquerel per metro cubo: è tuttora proibito entrarvi.

Ma quanta radioattività è uscita dalla centrale nucleare di Fukushima? Oggi l’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha fatto sapere che per molte ore dalla centrale nucleare le emissioni sono arrivate 10.000 terabecquerel all’ora. Un incidente è classificato al livello 7 della scala internazionale Ines quando sparge decine di migliaia di terabecquerel di iodio radioattivo.

In seguito il rilascio di radioattività è diminuito, ha detto ancora la commissione, ed ora è inferiore a 1 terabecquerel all’ora.

E ormai è chiaro che Fukushima non è solo un problema giapponese. Il vento porta la radioattività perlopiù verso il mare. Alle Hawaii – la terra più prossima al di là del Pacifico – un campione di latte ha mostrato una concentrazione di cesio e iodio radioattivi 600 volte più alta di quella ammessa dalle leggi americane. In un litro ci sono 24 pico Curie di Cesio-134, 19 pico Curie di Cesio-137 e 18 pico Curie di Iodio-131.

Il campione è stato prelevato il 4 aprile. C’è voluto del tempo per fare le analisi. Chissà cosa si troverebbe in un campione di latte prelevato ora

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