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Bruciare i rifiuti nei cementifici: no grazie

In Senza categoria on settembre 16, 2011 at 8:35 am
 
L’Associazione Isde Medici per l’Ambiente mette in guardia dai cementifici-inceneritori che si vorrebbero costruire anche in Italia.

IL FALSO MITO DEI CEMENTIFICI-INCENERITORI

A cura di Agostino Di Ciaula,

in collaborazione con Manrico Guerra, Vincenzo Migaleddu, Maria Grazia Petronio, Giovanni Vantaggi.

La combustione di rifiuti nei cementifici, pratica che si vorrebbe nel nostro paese sempre più diffusa, consente secondo chi la propone di limitare la costruzione di nuovi inceneritori, la sostituzione parziale con i rifiuti di parte dei combustibili fossili di solito utilizzati per alimentare questi impianti, la riduzione delle emissioni di CO2, il recupero totale delle ceneri di combustione (inglobate nel clinker) e, in ultimo, una minore produzione di diossine rispetto ai “classici” impianti di incenerimento dei rifiuti.

Se così fosse, questa pratica sarebbe davvero da considerare l’optimum nella gestione dei rifiuti residui. Tuttavia, questa soluzione presenta numerosi e pesanti limiti per i rischi alla salute umana, ancora maggiori rispetto agli inceneritori. I limiti di legge per le emissioni dei cementifici, infatti,sono enormemente superiori rispetto a quelli degli inceneritori (considerando solo gli NOx, per un inceneritore il limite di legge è 200 mg/Nmc mentre per un cementificio è tra 500 e 1800 mg/Nmc)

I cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti già senza l’uso dei rifiuti come combustibile (industria insalubre di classe 1), e andrebbero drasticamente ridotti e contingentati, specie nel nostro Paese.

L’Italia è infatti la nazione europea con più cementifici, con i suoi 59 impianti (22% del totale degli impianti europei). La Germania, che è al secondo posto in classifica, ne ha 38, 21 in meno dell’Italia (fonte: CEMBUREAU (European Commission 2011)). Secondo il registro europeo delle emissioni inquinanti, i soli cementifici italiani (molti dei quali bruciano rifiuti) hanno prodotto nel 2009 13.8 Kg di PCB (la pericolosità di questa sostanza si misura in nanogrammi), 21.237.000 tonnellate di CO2, 12 Kg di cadmio, 53.4 Kg di mercurio, 115 Kg di Nickel, 13.643 tonnellate di CO, 369 tonnellate di ammonio, 49.930 tonnellate di ossidi di azoto, 2.917 tonnellate di ossidi di zolfo, 6,76 tonnellate di benzene e quantità incalcolabili di particolato, dannoso per la salute anche a minime concentrazioni (Ware 2000) e tramite particelle di dimensioni nanometriche (le UFP, Ultra-Fine Particles), impossibili da trattenere con i filtri.

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