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Sacconi: “Altro che sorella acqua. Rivedere il referendum”

In Senza categoria on settembre 16, 2011 at 10:37 am

ROMA – Se era un’altra barzelletta, ha fatto ridere come quella, agghiacciante, su suore e stupri. ”Altro che sorella acqua, mi auguro che troveremo il modo per rimettere in discussione il referendum”. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, lo ha detto parlando dell’impulso alle liberalizzazioni che il governo vuole dare ”a partire dai servizi pubblici locali” per sostenere la crescita economia. Tema, ha riferito, al centro oggi dell’incontro informale con il ministro dell’economia Giulio Tremonti. La sortita del ministro ha provocato un’ondata di reazioni negative, in primo luogo da parte del Comitato del referendum sull’acqua, che ne ha chiesto le immediate dimissioni.

Dall’opposizione Nichi Vendola gli dà dell’eversivo, “vuole sabotare il referendum”. Donadi dell’Idv parla di “arroganza” del ministro, per il verde Bonelli il ministro “attenta alla Costituzione”. Ma quello sull’acqua non è l’unico fronte scelto da Sacconi, che sempre agitando la bandiera delle misure per la crescita, difende a spada tratta il contestatissimo articolo 8 contenuto nella manovra e, nella manovra stessa, già parzialmente sconfessato. Sulla deroga alla norma che disciplina il licenziamento per giusta causa il ministro conferma si tratti di una misura richiesta dall’Europa.

Dal Pd gli si fa notare che “non vuole prendere atto del significato politico del voto di giovedì sull’articolo 8 della manovra. L’ordine del giorno Damiano, che chiedeva una riscrittura di quell’articolo integralmente aderente ai contenuti dell’accordo di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria del 28 giugno scorso, è stato approvato da 418 deputati. E’ noto che l’opposizione dispone di circa 300 voti. I ‘no’ sono stati solo 14. E’ stata la sonora bocciatura di una norma che non ha niente a che vedere con i saldi di bilancio e che invade pesantemente l’autonomia delle parti sociali che hanno già dichiarato di non volerla applicare, in particolare per quanto riguarda la pretesa di introdurre, con gli accordi aziendali, la libertà di licenziamento”. E’ lo stesso Damiano a sottolineare la solitudine del ministro al cospetto di una maggioranza tutt’altro che compatta nel seguire le linee guida di Sacconi. Andò così anche con la famosa norma annunciata e frettolosamente archiviata sul riscatto degli anni della laurea e del militare a fini pensionistici

16 settembre 2011 | 0

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