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La rivoluzione è iniziata…non ce n’eravamo accorti!

In Senza categoria on ottobre 4, 2011 at 7:46 am
 
Dagli indignados spagnoli al movimento statunitense che vuole presidiare Wall Street. Nel mondo si diffonde il contagio democratico contro le speculazioni finanziarie e l’inganno della politica di regime. E in Italia?
Un nuovo spettro si aggira nelle strade del mondo. Non è il comunismo di Marx. È un’ondata di libertà, pronta a raccogliere il disagio crescente dei cittadini e vicina a trasformarsi in uno tsunami che rischia di travolgerci in modo burrascoso le nostre istituzioni…e le nostre benamate certezze.
“Siamo il 99% che non tollererà ancora a lungo l’arroganza e la corruzione dell’1%”. È il grido di “Occupy Wall Street“, un movimento che molto assomiglia alla matrice originaria degli “indignados” spagnoli, e che in questi giorni ha guadagnato notorietà con l’occupazione del ponte di Brooklyng e le dimostrazioni davanti a Wall Street.
Ci siamo, ecco quello che l’economista Loretta Napoleoni definisce “il contagio”, prevedendo, nel suo ultimo libro e con un buon margine di anticipo, l’evoluzione di questi giorni.
Un movimento nuovo, multicolore e senza bandiere politiche. Un movimento stanco delle promesse, critico verso il sistema neoliberista, verso il mondo ovattato della finanza e verso l’inconsistenza dei politici, di quella che in Italia chiamiamo comunemente  “casta”. Le manifestazioni contro il potere della finanza si susseguono e sale la tensione a New York dove la polizia ha compiuto centinaia di arresti. I manifestanti avevano occupato il ponte di Brooklyn. La polizia, dopo numerosi inviti verbali, è intervenuta portando in cella almeno 700 persone. Dopo alcune ore sono stati rilasciati. Molti manifestanti riferiscono che di fatto la polizia ha teso loro una trappola, dopo averli scortati verso il ponte solo per poterli circondare e intrappolare con una rete di plastica arancione e procedere agli arresti.
E in Italia? L’Italia secondo la Napoleoni stenta a reagire, perché il contagio non si propaga sufficientemente attraverso l’informazione, che è ingessata e manovrata dai poteri forti. Ma soprattutto perché gli italiani sono un popolo di teledipendenti. 
Davvero singolare, se si considera che l’Italia è un paese che forse rischia di più dalla cosiddetta crisi del debito sovrano. E dove tutti gli sforzi per scongiurare il default, e salvare innanzi tutto gli interessi delle banche estere che hanno in mano il nostro debito, si apprestano a ridurre in brandelli l’assetto sociale ed istituzionale del paese.
In molti siti antagonisti nel frattempo si diffondono i dati sulla portata del nostro debito, con un conto alla rovescia da brivido sul nostro default. Nel nostro Parlamento invece il problema principale sono le intercettazioni telefoniche e tutti i giornali a ruota sulle vicende di Berlusconi. Siamo davvero forti noi Italiani: il mondo va a rotoli e ci giriamo dall’altra parte! La fine del vecchio mondo, così come la rivoluzione forse sono già cominciate. È solo che non ce ne siamo accorti?
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