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World Habitat Day: l’alloggio è un diritto umano

In Senza categoria on ottobre 4, 2011 at 12:58 pm

Il manifesto del convegno “Casa, dolce casa…” – Foto: ©F.Bugani

“Gli eventi legati al clima potrebbero costringere fino a 200 milioni di persone nel mondo a fuggire dalle loro case entro il 2050”. Lo affermano le Nazioni Unite in occasione del World Habitat Day, la ‘Giornata mondiale per il diritto all’alloggio’ che si è celebrata ieri. Il tema della giornata è stato “Città e cambiamento climatico”: “Nella nostra era in cui la maggior parte dell’umanità vive in città, occorre tenere a mente che i maggiori disastri derivanti dai cambiamenti climatici si verificano proprio nelle città” – evidenzia Joan Clos, direttore esecutivo di UN-HABITAT nel suo messaggio.

Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha sottolineato nel suo messaggio (in .pdf) per la Giornata che “il nesso tra urbanizzazione e il cambiamento climatico è reale e potenzialmente letale”. “L’innalzamento del livello dei mari è uno dei principali effetti dei cambiamenti climatici e una preoccupazione urgente. Sessanta milioni di persone vivono in città ad un metro sul livello del mare. Entro la fine del secolo, questo numero salirà a 130 milioni. Grandi città costiere – come Il Cairo, New York, Karachi, Calcutta, Belem, New Orleans, Shanghai, Tokyo, Lagos, Miami e Amsterdam – potrebbeto dover affrontare gravi minacce per mareggiate” – spiega il Segretario Generale delle Nazioni Unite.

“Le città sono centri di industrializzazione e fonti di emissioni, ma sono anche la sede di soluzioni. Sempre più municipalità stanno sfruttando l’energia eolica, solare e geotermica, contribuendo alla ‘crescita verde’ e a migliorare la protezione dell’ambiente” – evidenzia Ban Ki-moon richiamando la necessità di “costruire su questi avanzamenti”. “La Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà a Durban il prossimo dicembre (UNFCCC) dovrà compiere progressi decisivi. E il tema dell’urbanizzazione sarà posto all’ordine del giorno di Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si terrà l’anno prossimo” – conclude Ban Ki-moon.

Intanto, le associazioni aderenti alla Campagna mondiale per il diritto alla casa e alla terra hanno promosso da metà settembre a fine ottobre numerose mobilitazioni per chiedere, tra l’altro, la cessazione immediata degli sfratti, degli sgomberi, dell’accaparramento delle terre e la fine della persecuzione e delle intimidazione degli attivisti in diverse parti del mondo. “In tutti i continenti, le comunità locali subiscono violazioni concrete del diritto alla casa e alla terra, perciò dobbiamo unire le nostre forze in modo solidale, attivando dei partenariati e delle alleanze con altri soggetti e parlando con una sola voce a livello globale” – sottolinea l’appello lanciato lo scorso agosto. In occasione del World Habitat Day, le associazioni hanno rilanciato la “Campagna mondiale 2011: Resistenze e Alternative per il Diritto ad Abitare”.

Oltre un miliardo di persone vive oggi in quartieri degradati e negli slums delle città e le cifre riguardo alla povertà urbana aumentano giorno dopo giorno, particolarmente nei Paesi in via di sviluppo. In questi contesti milioni di persone non hanno una casa e vivono in ripari di fortuna: i più fortunati vivono in baracche senza servizi basilari tra cui acqua pulita, elettricità e servizi igienici. “E tutto questo nonostante il diritto all’alloggio sia garantito dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (art.11) e da altri Trattati internazionali e regionali che i governi, anche quelli che li hanno firmati, non rispettano” – sottolinea Amnesty International.

Proprio per ribadire che l’alloggio è un diritto umano e per chiedere il rispetto dei diritti di chi vive negli slum, nei campi alle periferie delle città o in baracche sotto un ponte, Amnesty International ha promosso la campagna internazionale “Io pretendo dignità”. Nel corso degli anni Amnesty International ha documentato casi di sgomberi forzati in Angola, Ciad, Egitto, Ghana, Guinea Equatoriale, Kenya, Nigeria, Sudan, Swaziland e Zimbabwe: l’associazione sta continuando la mobilitazione online particolarmente contro gli sgomberi forzati che violano il diritto all’alloggio, dall’Italiaalla Serbia e per sollecitare il Kenyaaffinché realizzi un piano per la costruzione di servizi e impianti igienico-sanitari negli insediamenti abitativi precari, dove la salute e la sicurezza delle persone è in pericolo.

La Sezione Italiana di Amnesty International e la Facoltà di Architettura di Roma Tre in collaborazione con l’International Alliance of Inhabitants (IAI) in occasione del World Habitat Day promuovono oggi, martedì 4 ottobre il convegno “Casa, dolce casa…” presso l’Aula Urbano VIII della Facoltà di Architettura Roma Tre. [GB]

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