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45 piazze contro la crisi globale!

In Senza categoria on ottobre 11, 2011 at 8:29 am
Le soluzioni politiche non convincono. In 45 paesi del mondo, Italia inclusa, il 15 ottobre si scende in piazza per protestare contro la dittatura dell’establishment finanziario e l’immobilismo interessato della politica. In Grecia si sperimenta già la moneta locale
Una giornata di proteste globali contro la crisi ed il ricatto del debito pubblico. Cresce la mobilitazione per il 15 ottobre: una giornata che non dovrebbe trasformarsi nella solita parata mediatica con le bandiere dei partiti, dibattiti, concerti e poi “tutti a casa”. Il 15 ottobre sono previste almeno 400 proteste mondiali in altrettante piazze mondiali di almeno 45 paesi. Per l’Italia l’occasione di unirsi alle piazze occupate all’estero, dagli indignados di Barcellona, agli americani dell’occupazione di protesta “Occupy Wall Street” dove migliaia di persone sono unite e radunate nelle vicinanze dei palazzi del potere economico.
Al di là delle momentanee euforie odepressioni delle borse, la crisi economica è un fatto reale, conseguenza diretta di una crisi di sistema dei mercati finanziari e del debito degli stati sovrani. L’economia reale ne paga le conseguenze: dall’inizio dell’anno sono oltre 930.000 i lavoratori in cassa integrazione. La perdita di reddito complessiva dei cassintegrati e’ di oltre 2,8 miliardi: in pratica 5.982 euro per un singolo lavoratore a ”zero ore” da gennaio. I tavoli di confronto, dall’inizio della crisi, a fine luglio si attestavano a 187 e ora sarebbero saliti ora 191. Ad essi si aggiungono milioni di precari, che non hanno né casse integrazioni, né associazioni sindacali che li difendono.
In Grecia, intanto, si stanno attrezzando con gli strumenti della decrescita. Come riporta il New York Times si sta diffondendo il “baratto” . Nella cittadina di Volos presa ad esempio, si utilizza un “sistema di compensazione” tra le persone che aderiscono, basato su un software opensource molto semplice. Inoltre sta aumentando il giro di affari in “monete locali” oltre ad ogni sistema che prevede il non utilizzo della moneta.
Insomma, come nella Argentina del 2001 (anche li i sistemi di scambio furono molto usati) le persone stanno reagendo alla devastazione prodotta dalla finanza/politica prendendo in mano il loro futuro, creandosi opportunità di lavoro, di produzione e consumo locale e venendo incontro alle reali esigenze delle persone.
Il 15 ottobre potrebbe essere una data storica, o l’ennesima occasione persa.
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