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Il veleno è in tavola

In Senza categoria on novembre 7, 2011 at 5:37 pm
Il veleno è in tavola. Nel documentario di Tendler, i retroscena della Rivoluzione Verde con l’agricoltura intensiva.

Dal 2008 il Brasile è il maggior consumatore di agro-tossici nel mondo: ogni brasiliano consuma in media 5,2 litri di agro-tossici all’anno. La salute dei lavoratori brasiliani costa 50,8 miliardi alle casse pubbliche, le imprese cerealicole e sementiere transgeniche riscuotono diritti sui brevetti (royalities) dai contadini, che hanno l’obbligo di utilizzarli, e poter così usufruire di incentivi fiscali da parte dello Stato per lo sviluppo della loro azienda.
Una realtà di fatto velata, esempio però delle conseguenze del divorzio tra i diritti della natura e i diritti umani operato delle corporation internazionali, con il sostegno delle politiche nazionali. È questa la realtà svelata dal film-documentario di Silvio Tendler presentato a Rio de Janeiro il 25 luglio per la “Campagna contro i pesticidi e per la vita” sull’impari lotta fra il Golia delle multinazionali (Monsanto, Syngenta, Bayer, Dow, DuPont) e degli interessi politici, ed il piccolo Davide della società brasiliana prima vittima degli effetti della cosiddetta Rivoluzione-Verde, che dal dopo-guerra ogni giorno conta caduti tra produttori e operatori agricoli e consumatori.
I veleni usati nella produzione agricola sono consentiti in nome della produttività proprio in quei Paesi i cui governi applicano politiche in nome di uno sviluppo e benessere umano “economicista”, sorvolando sulle effettive conseguenze che derivano dall’uso degli agro-tossici sull’uomo e sulla natura. Una contraddizione intrinseca nel concetto di sviluppo e benessere umano che si rivela purtroppo causa di morte. E forse non a caso la tecnologia utilizzata durante la Rivoluzione Verde proviene dall’industria della guerra (Bayer e Basf proprietari dell’impresa tedesca che deteneva il monopolio nella produzione di prodotti chimici nella Germania nazista; la Monsanto produttrice dell'”agente arancio”! diserbante che nella guerra del Vietnam venne utilizzato per defogliare le foreste, le cui ripercussioni sono tutt’oggi visibili sulle nuove generazioni vietnamite)
In Brasile l’introito economico delle lobby degli agro-tossici supera i 7 miliardi di dollari. La promessa del “più cibo per tutti” della Rivoluzione Verde ha sradicato l’agricoltura familiare e la sua eredità per dare spazio a monocolture, ad una agricoltura intensiva che dagli anni ’60 ha implicato un inarrestabile crescendo (e circolo vizioso) nell’uso di pesticidi e nell’uso dei semi transgenici. Il risultato: la perdita progressiva della fertilità dei suoli, della varietà colturale e della libertà di coltivazione, tutto questo dietro il pretesto di una maggiore e migliore produttività. E per l’uomo, sorvolando sugli aspetti sociali, il malessere, la malattia, la morte.
L’Anvisa (Agência Nacional de Vigilância Sanitária) ha denunciato l! a presenza di agro-tossici al di sopra dei limiti consentiti dalla le gge negli alimenti (frutta e verdura), e in alcuni casi addirittura illegali, poiché accade che per esigenze di mercato, i tempi che  intercorrono tra l’uso del trattamento chimico e la raccolta non sono rispettati. Un allarme che alcuni esponenti del governo brasiliano non hanno accolto di buon grado.
Contro il modello agricolo imposto dall’agro-chimica si battono tanti piccoli produttori brasiliani consapevoli, che danno  esempi virtuosi di produzione biologica, con il recupero di sementi creoli, nonostante la mancanza di quegli incentivi statali che vanno invece alle imprese agricole utilizzatrici di pesticidi e transgenici.
Una lotta chiaramente scorretta documenta il reportage di Tendler, una lotta contro il tempo poiché è lenta la presa di coscienza dell’opinione pubblica sulla necessità di preservare e difendere se stessi attraverso le risorse, mentre sono rapidi i processi di ‘rapina’ delle risorse e della terra e le l! oro conseguenze sulla vita degli esseri umani e della biodiversità.

Vedi il video in lingua italiana

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