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Il Perù sbarra le porte agli Ogm

In Senza categoria on novembre 10, 2011 at 11:00 am
Decisione storica del Congresso peruviano, che estende a 10 anni la moratoria sull’importazione di sementi ogm. Un passo fondamentale per preservare la biodiversità
Approvata in Perù una moratoria decennale sull’importazione di sementi transgeniche e il loro uso nel territorio del paese andino.
La proposta di legge che inizialmente prevedeva uno stop di 5 anni è del Presidente della Commissione Agraria, Aníbal Huerta, ed è stata approvata dalla sessione plenaria del Congresso del Perù che ha inoltre deciso di estenderla a dieci anni.
Con questa decisione il Perù vuole tutelare la sua elevatissima biodiversità, che se si considera l’insieme delle varietà di patate e mais, risulta essere la più alta a livello mondiale.
Al momento nel paese andino non vengono coltivate piante OGM ma è molto forte l’importazione di soia e mais OGM da Stati Uniti e Argentina, che vengono utilizzati per l’alimentazione animale. Questo flusso di importazione andrà avanti anche con la nuova moratoria e la legge in materia non prevede alcun obbligo di etichettatura per questo tipo di prodotti.
La moratoria si basa sul Regolamento per la Biosicurezza Agricola che è stato completato nel 2005 e ha coinvolto alcune istituzioni pubbliche, come l’Istituto Nazionale per l’Innovazione Agraria (Inia), i Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, ma anche il settore industriale e la Piattaforma per un Perù Libero da OGM. Il processo di adozione del regolamento ha previsto anche una fase di consultazione pubblica nella quale i cittadini hanno potuto inviare i propri commenti sull’adozione o meno degli OGM a un apposito sito web del Ministero dell’Agricoltura a fine 2008.
Il personale scientifico dell’Inia ha monitorato inoltre la possibile contaminazione del mais autoctono dalle varianti transgeniche NK603 e Bt, denunciata in alcune provincie. L’ingresso illegale di semi OGM e il mancato controllo da parte delle autorità potrebbero infatti causare la perdita degli oltre 55 ecotipi di mais che rappresentano un valore biologico e commerciale incalcolabile per il Paese.
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