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Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne: “tolleranza zero” e “modelli sani

In Senza categoria on novembre 25, 2011 at 9:17 am

Manifesto della campagna “Say No to Violence

“È necessario promuovere modelli sani di mascolinità. Abbiamo bisogno che questa generazione di uomini rompa con un modello portato avanti dalle generazioni precedenti”. Lo afferma il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, nel suo messaggio per la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne.

Il Segretario Generale ha sottolineato che gli abusi sessuali contro donne e bambine, la violenza all’interno degli ambienti domestici, al lavoro e a scuola, le mutilazioni genitali femminili e la violenza sessuale nei conflitti armati, si verificano in tutte le parti del pianeta e che sono “prevalentemente inflitte da parte degli uomini”. Ban ha invitato quindi i governi di tutto il mondo ad approfittare dell’energia, delle idee e del dinamismo dei giovani per aiutare a mettere fine a quella che ha definito come una “pandemia di violenza”, sottolineando che “la violenza contro le donne e in molti casi, la sua sola minaccia, costituisce attualmente una delle principali barriere per il raggiungimento della piena parità delle donne”.

Dal 10 ottobre 1999 quando fu proposta all’Onu l’istituzione di una specifica Giornata internazionale alcuni passi sono stati fatti. A renderne conto è stata Michelle Bachelet, nel suo primo messaggio da direttore esecutivo di UN Women, la recente agenzia delle Nazioni Unite che coordina tutte le attività per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile. Bachelet ha lanciato un’agenda globale per mettere fine alla violenza contro le donne, dichiarando che questo tipo di violenza è ancora una pandemia, ma che ci sono stati anche dei progressi. “Oggi 125 paesi si sono dotati di leggi specifiche che penalizzano la violenza domestica – un risultato impensabile solo 20 anni fa – mentre la parità tra donne e uomini è garantita in 139 paesi” – ha sottolineato la ex presidente del Cile.

Nonostante i passi avanti, le donne continuano a essere vittime di violenze. Secondo le stime delle Nazioni Unite, sei donne su dieci hanno subito violenza fisica e/o sessuale durante la loro vita, la maggior parte della volte da parte dei propri partners. Oggi 603 milioni di donne e bambine vivono in paesi dove la violenza domestica non è considerata un reato. La violenza sessuale è ancora una costante sia in periodi di pace che in tempi di guerra, e casi di femminicidio si verificano tutti i giorni e in molti casi nella più assoluta impunità. Più di 60 milioni di bambine sono obbligate a contrarre matrimonio e 140 milioni subiscono mutilazioni genitali, con tutte le conseguenze che queste comportano per la loro salute e per la loro vita. Oltre 600 mila invece, sono quelle che ogni anno superano le frontiere perché vittime della tratta di essere umani, la maggior parte delle quali per essere sfruttate sessualmente.

Mettendo l’accento su come siano importanti le azioni di prevenzione, protezione e accesso ai servizi per le donne vittime di una qualche forma di violenza, Bachelet ha fatto un appello a tutti i leaders mondiali affinché si mobilitino e investano per assicurare che tutte abbiano un futuro senza violenza. In occasione della Giornata Mondiale ha lanciato l’iniziativa dei 16 Giorni di Attivismo a partire da oggi, che indicano il cammino da seguire per il futuro. In particolare – tra le altre azioni – si chiede che vengano ratificati tutti i trattati internazionali e regionali che garantiscano i diritti umani delle donne e delle bambine: essere tutelate dalla legge è un passo fondamentale.

A proposito di trattati anche Amnesty International e Aidos nella giornata di oggi chiedono che l’Unione Europea e tutti i suoi stati membri ratifichino la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica del Consiglio d’Europa, in modo da rendere vincolanti le norme in essa contenute. La Convenzione, aperta agli stati membri del Consiglio d’Europa, all’Unione Europea e a qualunque paese la voglia adottare, entrerà in vigore con il deposito della decima ratifica. “Fino ad ora – spiega il comunicato dell’Aidos – la Convenzione ha ricevuto la firma solo di 17 paesi, e dell’Unione Europea – tra i quali non compare l’Italia – e nessuna ratifica.

“Affinchè le donne si possano sentire sicure per strada, in ufficio e nelle loro case, stati e Unione Europea devono potenziare tutte le misure per eliminare la violenza contro le donne, inclusa la prevenzione, la protezione, il procedimento giudiziario e i risarcimenti. Il primo passo è aderire alla Convenzione” – ha affermato Nicolas Beger, Direttore dell’ufficio istituzioni europee di Amnesty International. Negli ultimi anni, la Commissione europea e il Consiglio dell’Unione Europea sotto le presidenze della Svezia, della Spagna e del Belgio hanno fatto passi significativi per affrontare la violenza contro le donne attraverso l’adozione della Carta delle Donne, una strategia per l’uguaglianza di genere e per combattere la violenza, uno degli interventi per fare in modo che l’Europa diventi una zona a “tolleranza zero” per la violenza contro le donne.

Tra le azioni lanciate dalle Nazioni Unite per i prossimi 16 giorni, c’è anche quella di mettere fine all’impunità per i responsabili di questi crimini, altra piaga diffusa, sopratutto nei paesi dove è più difficile garantire giustizia a tutti i livelli. Ancora, che si mettano in atto dei piani di azione tra governi e organizzazioni della società civile, che si renda la giustizia accessibile a tutte le vittime, ma anche che si mettano a disposizione più fondi per questa battaglia. Anche dal Fondo Fiduciario delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne – in occasione del suo quindicesimo anno di attività – è arrivato un appello globale sempre per voce della Direttrice Esecutiva Michelle Bachelet: “Il cambiamento è possibile e le strategie e le innovazioni che sono nate grazie all’appoggio del Fondo Fiduciario sono la prova del fatto che siamo in un momento cruciale della storia per porre fine alla violenza contro le donne. È ora di tradurre tutto questo in realtà”.

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