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L’ultimo viaggio delle scorie nucleari

In Senza categoria on novembre 28, 2011 at 10:40 am
Scontri durissimi in Germania per fermare i convogli carichi di scorie nucleari. Decine di feriti e 1300 arresti. Si uniscono alla protesta anche gli agricoltori. L’ultimo viaggio di rimpatrio dei rifiuti atomici, dopo l’addio al nucleare della Germania.
Quelle scorie non devono passare. Durissimi scontri in Germania, a seguito della protesta contro il trasporto di rifiuti nucleari ed il loro stoccaggio sul territorio nazionale. Il bollettino parla di milletrecento arresti, decine di feriti da entrambe le parti, per quella che viene definita la battaglia più violenta e lunga mai vista da anni in Germania tra polizia e dimostranti.
Al centro della contesa il viaggio dell’ultimo treno carico di scorie di combustibile nucleare nei pressi di Dannenberg.  I dimostranti hanno bloccato per ore i binari stendendovisi e spesso anche incatenandosi a rotaie e scambi. Soltanto in serata, con ore di ritardo, il treno è giunto alla stazione di Dannenberg. Là gli undici contenitori stagni, chiamati Castor, sono stati scaricati dai vagoni e caricati su autotreni. I quali sotto forte scorta degli agenti li hanno portati fino alla destinazione finale, il deposito di scorie nucleari di Gorleben.
 
   Il treno – che con undici contenitori Castor trasportava un totale di circa 150 tonnellate di scorie nucleari – era l’ultimo di quelli che per anni hanno portato il combustibile atomico usato delle centrali tedesche nelle officine di riprocessamento in Francia, e poi hanno riportato in patria le scorie stesse, ritrattate. A seguito della recente decisione di Berlino di andare a un addio accelerato al nucleare, infatti, questi trasporti non saranno più necessari. Ma il fatto che si trattasse dell’ultimo convoglio non ha calmato la rabbia e la protesta dei giovani ecologisti. Accorsi a migliaia nel nord da ogni angolo del paese, per protestare e bloccare ovunque possibile la linea ferroviaria con sit-in improvvisati sulle rotaie e altre azioni mordi-e-fuggi oppure incatenandosi ai binari. 
 
  Più volte, la polizia è intervenuta in forze, anche con metodi duri. Almeno ventimila agenti in assetto antisommossa, con pieno equipaggiamento, muniti anche di gas e appoggiati da unità cinofile ed elicotteri, hanno affrontato ovunque i manifestanti. Ogni volta, li hanno sgomberati a forza dalla linea ferroviaria. In almeno un caso, però, gli agenti e gli stessi reporter e cameramen se la sono vista brutta. Gruppi di estremisti, black bloc o radicali simili, infiltratisi tra i dimostranti, hanno lanciato a loro volta una carica. Hanno colto di sorpresa i poliziotti, ferendone non pochi e inducendoli alla ritirata. Si sono accaniti con fionde, bastoni e pugni anche contro i giornalisti. La maggioranza pacifica dei dimostranti non si è lasciata intimidire né dai 1300 e passa arresti, né da gas e idranti, né dalle violenze degli estremisti. Con organizzazione da guerriglia, i giovani sono riusciti spesso a costruire in tutta fretta piccole piramidi di cemento sui binari, o altre ostacoli. Come è accaduto ogni volta, il treno alla fine è arrivato a destinazione ma con grande ritardo. L’ampiezza del movimento di protesta conferma la forte ostilità all’uso civile dell’energia atomica in Germania, abbandonata dal governo di Berlino
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