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Fao: “Nel 2050 saremo alla fame”

In Senza categoria on dicembre 5, 2011 at 10:39 am
Scarsità e degrado del suolo e dell’acqua minacciano molte produzioni alimentari chiave in tutto il mondo, con la concreta possibilità che nel 2050, quando la popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi, possa non esserci cibo sufficiente per sfamare tutti. Lo dice la Fao.

Scarsità e degrado del suolo e dell’acqua minacciano molte produzioni alimentari chiave in tutto il mondo, con la concreta possibilità che nel 2050, quando la popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi di persone,  possa non esserci cibo sufficiente per sfamare tutti.  A lanciare l’allarme è la Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) in un rapporto sullo stato mondiale delle risorse idriche e fondiarie per l’alimentazione e l’agricoltura (Solaw).  Il rapporto sottolinea come sebbene negli ultimi 50 anni si sia registrato un notevole aumento della produzione mondiale, con  la superficie mondiale coltivata che si è estesa del 12% e la produzione agricola che  è cresciuta del 150% tra il 1961 e il 2009, “in troppe occasioni tali miglioramenti sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende”.  Nessuna regione sembra esserne immune: ecosistemi a rischio si trovano infatti, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, in ogni parte del mondo: dalle montagne della Cordigliera Andina alle steppe dell’Asia Centrale, dal bacino fluviale del Murray-Darling al centro degli Stati Uniti. I tassi di crescita della produzione agricola sono andati rallentando in molte aree e  numero di terreni che hanno ormai quasi raggiunto i limiti della loro capacità produttiva sta aumentando rapidamente allerta la Fao, che spiega anche come il 25% della superficie agricola mondiale sia degradata.  Il 40% delle terre degradate a livello mondiale si trova in zone con alti tassi di povertà, spiega il rapporto della Fao, secondo il quale per il 2050, la popolazione e i redditi in crescita costante richiederanno un aumento del 70% della produzione mondiale alimentare. Il che significa un miliardo di tonnellate di cereali e 200 milioni di tonnellate di prodotti d’allevamento da produrre in più ogni anno.  Una situazione che porta  il Direttore Generale della Fao Jacques Diouf a premere per decisioni rapide. “Sistemi a rischio potrebbero  non essere in grado di contribuire a soddisfare i bisogni della popolazione mondiale di qui al 2050- spiega Diouf- le conseguenze in termini di fame e povertà sono inaccettabili, per questo concrete azioni risolutive devono essere prese ora” .

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