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Violenza, razzismo e capri espiatorie

In Senza categoria on dicembre 15, 2011 at 2:38 pm
Da Firenze a Torino, fino in Spagna. Aumentano i fenomeni di razzismo nei Paesi del Mediterraneo, attraversati dalla crisi economica. La barbarie di Firenze ci mette di fronte ad un mondo che sta cambiando
Dopo la strage di Firenze, con l’uccisione di due senegalesi e il ferimento di altri tre connazionali, si scalda il tema del razzismo in Italia. 
E c’è chi pensa, che come movente sia da escludere l’argomento della follia, qualificando quello di Casseri come un gesto estremo di razzismo. “Non ci sembra possibile nessuna altra analisi o motivazione dietro il lucido gesto di chi armato da violenza razzista ha ucciso senza pietà” ha commentato l’Associazione MeltingPot. “Può chiamarsi follia questa come ci stanno propinando i media mainstream o forse è meglio dire che si tratta di un lucido gesto pensato e calcolato?” – . “Casseri era parte del movimento della destra radicale che si autodefinisce «fascista del terzo millennio», era parte di quell’arcipelago, altro che depresso e folle. Era folle quando presentava i suoi libri invitato dai vari circoli?” – chiede l’associazione.
 
Ma tra follia e razzismo c’è forse qualche differenza? Provando a guardare con la realtà con uno sguardo lucido ci sembra che il fenomeno, lo si chiami come si vuole, nasconda un profondo disagio sociale. L’esplosione drammatica di un disagio che si alimenta con l’odio verso gli altri, i diversi, gli stranieri. Il punto è che dalle grandi crisi sono sempre emersi fenomeni sociali preoccupanti, il razzismo e la follia nazista sono uno di questi.
Purtroppo questi gesti estremi sono sempre più frequenti anche nei Paesi con una popolazione che si professa notoriamente accogliente. Impossibile non collegare i fatti di Torino e quelli di Firenze, in nome di un malessere sociale che ha superato il livello di guardia. Quanto è vera la nostra integrazione sociale? Saremo ancora capaci di attuare una cultura e una politica dell’accoglienza?
Gli argini della tolleranza si sono rotti e si instaura un nuovo regime di barbarie nei rapporti sociali, che supera anche il colore della pelle: il capro espiatorio, quello laggiù in fondo all’angolo, ci sarà sempre e comunque.
 
In tema di razzismo dalla Spagna intanto arrivano notizie inquietanti. Amnesty International denuncia ontrolli d’identità basati su caratteristiche etniche o razziali e descrive le conseguenze che ne derivano per le minoranze etniche.
 
Le persone che non ‘sembrano spagnole’ possono essere fermate dalla polizia anche quattro volte al giorno per controlli d’identità, di giorno o di notte, in qualsiasi luogo o situazione. Si tratta di una pratica illegale in base al diritto internazionale dei diritti umani” – ha dichiarato Izza Leghtas, ricercatrice sulla Spagna di Amnesty International. “Una pratica che colpisce sia i cittadini stranieri sia i cittadini spagnoli che fanno parte delle minoranze etniche. Non solo è discriminatoria e illegale, ma alimenta anche il pregiudizio, in quanto chi assiste a questi controlli presume che le persone fermate siano coinvolte in attività criminali” – ha spiegato Leghtas
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