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Sostanze tossiche in mare a Livorno: cittadini infuriati

In Senza categoria on gennaio 9, 2012 at 9:42 am
Duecento fusti di sostanze pericolose dispersi in mare per un incidente a una nave lo scorso 17 dicembre lungo il litorale toscano. I cittadini arrabbiati: “Diteci la verità”.

“Il mare non e’ una discarica”: guidati da questo slogan almeno 200 persone hanno partecipato a Livorno alla manifestazione per sapere la verità sull’incidente della nave che il 17 dicembre scorso ha perso circa 200 fusti di sostanze pericolose in mare, a 23 miglia dalla città toscana, a nord dell’isola di Gorgona.  Alla protesta, organizzata al porto mediceo, hanno aderito decine di partiti, comitati e associazioni anche non toscani.  “Siamo qui per chiedere informazioni alle autorità – spiega Alessandro Giannì, direttore campagne di Greenpeace Italia – L’impressione è che neanche le autorità sappiano cos’è successo ed è la cosa veramente grave”. “Non vogliamo che diventi un’altra Moby Prince” giurano i manifestanti. Tra gli intervenuti anche alcuni esponenti delle forze di maggioranza in Comune (Idv, Sel, Pd e tra questi l’assessore comunale all’ambiente Mauro Grassi), ma quando uno di loro – il consigliere Arianna Terreni – ha preso la parola alcuni manifestanti hanno protestato. “Anche noi – ha risposto la Terreni – vogliamo che questa storia non finisca sotto silenzio e porteremo la protesta all’interno delle istituzioni. Più voci siamo, più risposte avremo”. Il proposito di coloro che hanno partecipato al presidio è di organizzare per fine febbraio un convegno internazionale “di tutti i popoli che si affacciano sul mar Mediterraneo per controllare e vigilare sugli organismi istituzionali che dovrebbero tutelare l’ambiente”. “Non è possibile – conclude Giannì – che in un’area che si ritiene protetta come il santuario dei cetacei, un accordo internazionale che è stato ratificato dall’Italia più di 10 anni fa, ci si trovi a questo punto. Greenpeace ha denunciato lo stato vergognoso del Santuario dei Cetacei, abbiamo dimostrato la contaminazione delle sogliole del Santuario, di varie zone dei fondali del Santuario e abbiamo ottenuto dalle Regioni (Toscana e Liguria) la convocazione di un tavolo tecnico per avviare finalmente una gestione seria. I problemi del santuario sono noti e sicuramente i trasporti sono una parte. Il Santuario è un’area antropizzata, ma si può cominciare ad avviare pratiche di gestione, partendo da un registro elettronico dei rifiuti imbarcati per controllare cosa parte e cosa arriva”.

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