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L’animale domestico? È un «lusso»

In Senza categoria on maggio 18, 2012 at 6:07 pm

 

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MILANO – Qualcuno, come il leghista Claudio D’Amico, alla fine ha commentato: «Manca solo che il governo Monti tassi pure l’aria». Certo è che la possibilità d’introdurre una tassa comunali sul possesso di cani e gatti farà discutere. Una proposta in dirittura d’arrivo in commissione Affari sociali della Camera prevede infatti che i comuni possano istituire una tariffa per i proprietari di cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo. Il sottosegretario all’Economia Polillo ha detto di condividere il balzello almeno «in linea di principio». Salvo poi successivamente fare una clamorosa marcia indietro: «Tranquilli: nessuna tassa sugli animali domestici. Era solo una battuta nei confronti di un deputato che l’aveva proposta». 

IL PROVVEDIMENTO – «I Comuni – si legge nel testo della proposta di legge – possono deliberare, con proprio regolamento, l’istituzione di una tariffa comunale al cui pagamento sono tenuti i proprietari di cani e gatti e destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del randagismo». La commissione ha completato l’esame del provvedimento e ora il testo è alle altre commissioni competenti per i pareri e dunque potrebbe presto approdare in Aula. Durante l’iter è stato anche approvato un emendamento dell’Idv che esonera dalla tassa «i cittadini che hanno adottato un cane o un gatto in una struttura comunale». Il provvedimento («Norme in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo e tutela dell’incolumità pubblica») aveva iniziato il suo iter nell’aprile 2009 a partire da una proposta di legge di due deputate del Pdl, Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci. L’esame è stato completato lo scorso 6 marzo. È composto di 39 articoli e prevede, tra l’altro, la creazione di un’anagrafe degli animali d’affezione, l’obbligo di segnalare se si trova un animale ferito al servizio veterinario pubblico che deve prontamente intervenire o ancora i cimiteri per gli animali d’affezione. I Comuni sono tenuti a una serie di compiti per la prevenzione e il contrasto del randagismo tra cui «incentivi per l’adozione degli animali, prestazioni medico-veterinarie di base erogate da medici veterinari liberi professionisti in regime di convenzione con i comuni, piani di controllo delle nascite con sterilizzazioni». Ed è a questi fini che l’amministrazione comunale può istituire la nuova tassa. Sul provvedimento la commissione Finanze ha chiesto una relazione tecnica del governo per le coperture. In commissione come detto, secondo quanto riportano i bollettini parlamentari, il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, ha detto di «concordare in linea di principio con l’istituzione di una nuova tassa sugli animali domestici».

ANCI – La tassa sui cani e sui gatti «non è in cima alle nostre priorità ma è vero che si spendono soldi pubblici» per canili e gattili ha sottolineato il Presidente dell’Anci, l’Associazione dei comuni italiani, Graziano Delrio, commentando l’ipotesi di una tassa su cani e gatti, nel corso della conferenza stampa al termine della riunione dell’Ufficio di presidenza.

COMMENTI – Numerosi i commenti contrari alla nuova tassa da parte delle forze politiche. Anche da parte dello stesso Pdl che ha dato vita alla proposta. «Costringere i proprietari di cani e gatti a pagare una tasse ulteriore è un’idea assurda. Non so se questa proposta andrà avanti, ma certamente al Senato non passerà mai» ha dichiarato il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri.  «Ormai stiamo raggiungendo livelli surreali di tassazione. La tassa sui cani e sui gatti in realtà è una tassa sugli affetti: a quando una tassa sugli amici?» ha dichiarato invece il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.  «È qualcosa di sciagurato. Il mio è un no deciso» ha detto invece l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, presidente Lega italiana difesa animali. «È qualcosa di sciagurato. Possedere un animale domestico è un diritto che deve essere garantito – afferma Brambilla – anche per il ruolo sociale che svolgono gli animali, pensiamo alle persone sole». Poi, osserva l’ex ministro, «c’è da dire che gli animali sono dei veri e propri membri della famiglia, allora cosa facciamo, tassiamo i figli», si domanda. «Il mio – e conclude – è un no deciso a questa tassa».

Redazione Online18 maggio 2012 | 18:12© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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